Fiorentina, 2010 nero e Corvino ammette i suoi errori


Se il 2009 era stato un anno da ricordare per i colori viola, i dodici mesi che stanno per andare in archivio non saranno certo i più memorabili per la Fiorentina: da un quarto posto di forza e addirittura la vittoria nel girone di Champions (con storico successo ad Anfield Road contro il Liverpool), a 19 miseri punti in campionato, senza Europa e ora anche senza Coppa Italia, dopo il ko al Tardini di martedì scorso contro il Parma. Non gira bene alla banda di Mihajlovic che è già in vacanza vista la posticipazione del match contro l'Inter a fine gennaio; dunque è il momento di tracciare alcuni bilanci.

In città l'aria è elettrica: il pubblico fiorentino è sì paziente, ma anche esigente, soprattutto quando la società si mostra immobile, quasi stanca, come se gli annosi problemi misti a dinieghi inerenti la Cittadella Viola propugnata dai Delle Valle avesse fiaccato le velleità della dirigenza. Pur tuttavia Pantaleo Corvino, lui più che Mihajlovic, è tipo tenace e allora lavora senza sosta, corroborato da quell'orgoglio salentino che lo porta a non mollare mai; anche lui è sul banco degli imputati, la campagna acquisti estiva non ha dato i frutti sperati, la squadra gira come gira e non è solo colpa del mister.

Corvino lo ammette, ma ci tiene a sottolineare anche alcuni suoi meriti: "Ammetto che il 2010 è stato un anno difficile e che non sono esente da errori, ma solo chi non lavora non sbaglia. Boruc l'ho preso perché Frey non era in perfette condizioni, Cerci è l'alternativa a Santana, Vargas e Merchionni, non cercavamo un Krasic. Gilardino in questi mesi ha concesso solo 100' a Babacar, non è facile trovare un giocatore che voglia venire a Firenze sapendo che giocherà pochissimo. In passato ho preso Castillo, Bonazzoli, Keirrison, Vieri e Cacia anche perché erano il tipo di giocatori che rientravano nel nostro monte ingaggi. Crespo? L'avevo preso ma poi ha cambiato le sue pretese economiche".

Non è tutto, perché il ds dei toscani a Lady Radio ha parlato e ancora parlato delle sue strategie, presenti e passate:

"I tanti acquisti dal Partizan? Capirei che qualcuno criticasse se fossero andati male. Ma aver preso Jovetic a 8 milioni, Ljajic a 6,3 milioni, un altro giocatore (Nastasic, ndr) a meno di 4 milioni, Gulan a pochi milioni di euro... Credo siano state delle operazioni importanti. Gli acquisti sbagliati? Vanden Borre, Cacia, Da Costa, sono acquisti che avevano una logica ma che a Firenze non sono andati bene. Ma si tratta di giocatori che avevamo acquistato per essere alternative, di titolari ne ho sbagliati pochi. Gennaio? Vigilo sul mercato, se ci saranno opportunità, prenderò i giocatori utili per questa squadra. Santon? Bisogna capire se l'Inter lo dà in prestito... Però bisogna valutare se è più bravo di Pasqual. Gilardino resta. Vargas? Se lo avessimo venduto, ci avrebbero detto che abbiamo ceduto uno dei giocatori migliori. Oggi non c'è l'idea di cedere i nostri giocatori migliori, ma di recuperarli. Pasqual? Potevo venderlo all'Inter o al Real Madrid. Il contratto di Montolivo? La volontà della Fiorentina è di rinnovarlo avevamo un principio di accordo, ma la lunghezza del contratto non sta più bene (5 anni), resto comunque fiducioso. Sogno che i Della Valle puntino alla conquista dello scudetto qui a Firenze. Mi sono visto stamattina con il Grosseto per trattare un giocatore".

E allora come si rinforzerà la squadra gigliata per la seconda parte di stagione, ventidue partite rimaste da giocare? Difficile dirlo, poco trapela dall'agenda di Corvino (Rocchi? Maccarone? Lazzari? Nenè del Psg?), piuttosto le voci si sprecano sui possibili partenti, ragazzi che giocano poco o che hanno deluso. Il nome più eclatante è quello di Vargas, quest'anno in ombra e cedibile solo per una offerta succulenta; poi ci sono i vari Bolatti, Zanetti, Felipe e Papa Waigo, gente valida ma che al Franchi non ha mai conquistato a pieno l'affetto del pubblico, chi per un motivo chi per un altro. E poi Gulan, su cui però la società vuole investire e perciò lo darebbe volentieri in prestito. Nomi e indiscrezioni, ma rimangono chiacchiere: a gennaio serviranno i punti, la zona retrocessione dista solo 4 punti.

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