Nazionale, Stephan El Shaarawy risponde al tormentone: "Balotelli non mi ha penalizzato"

A volte, una risposta, due risposte o anche tre, non bastano a soddisfare le domande dei media. Il tormentone, in quanto tale, il più delle volte si esaurisce quando è il campo a rispondere e non il giocatore.

Stephan El Shaarawy, quindi, si deve abituare, o forse si è già abituato, alle domande riguardanti la convivenza con Mario Balotelli, suo compagno in attacco sia al Milan che nella nazionale azzurra. Dopo l'arrivo di SuperMario alla corte di Massimiliano Allegri, il Faraone ha iniziato a segnare con meno frequenza rispetto ai mesi scorsi e i media non si sono accontentati della giustificazione del calo di forma fisiologico.

Il calciatore italiano di origini egiziane, però, non ha nessuna intenzione di rispondere a tono alle domande insistenti della stampa, affermando, in modo categorico, che la convivenza con Balotelli non lo ha penalizzato ma tutt'altro. El Shaarawy, infatti, ha quasi ringraziato il compagno, dichiarando che, con il suo arrivo, avverte meno la pressione.

Queste sono state le sue principali dichiarazioni con il quale Stephan ha parlato anche di una nuova Italia che sta nascendo:

Io e Mario rappresentiamo un'Italia giovane, nuova. Investire sui giovani è la cosa più importante. Sono contento che stiamo facendo bene, ma abbiamo ancora tanti margini di miglioramento, per rendere l'Italia ancora più grande. Balotelli? Sta viaggiando a ritmi altissimi. Sono contento per lui. Sono contento che stia crescendo, come giocatore e come uomo. Io che ci sto insieme praticamente sempre, lo vedo molto più maturo. Può diventare uno dei primi tre calciatori al mondo. Non credo che mi abbia penalizzato. Anzi, mi ha facilitato in molte cose. Non sento pressione su di me.

Riguardo il calo di marcature, invece, El Shaarawy non vuole farne un dramma:

Il gol? Non mi manca. Mi interessa la prestazione, anzitutto. Le reti arrivano di conseguenza, non sono preoccupato. Nel 4-3-3 gioco largo a sinistra, è il ruolo che preferisco, anche perché lo interpreto nel Milan. Prandelli mi chiede le stesse cose di Allegri.

Foto | © Getty Images

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