Calciomercato: Psg su Yaya Touré e Verratti non è tra gli incedibili

Ciò che accade a Parigi inizia ad aver una grande rilevanza sul resto d'Europa: non si tratta di fantapolitica e nemmeno di fantacalcio ma piuttosto di sano realismo di mercato al quale sono attenti tutti i maggiori competitors europei. Inclusi quelli italiani.

In attesa di conoscere il destino di Champions League e il vero nome del tecnico scelto per il prossimo anno (le quotazioni di Ancelotti fluttuano vertiginosamente mentre cresce il partito pro-Wenger), la società si è mossa con l'autorizzazione dell'amministratore delegato Jean-Claude Blanc il quale ha sostanzialmente delegato Leonardo di portare Yaya Touré nella capitale francese. Una missione non così semplice, neppure a fronte dell'ingente disponibilità finanziaria.

Il centrocampista/difensore con il sano vizio del gol ha ufficialmente rotto con il Manchester City e guarda altrove con l'idea di rimanere nel calcio d'elite continentale. Niente Emirati quindi, niente Russia. Touré si fa forte del primo contatto stabilito dagli emissari di Roman Abramovich perché una piazza volendo ce l'avrebbe già anche se non è così scontato che i blues riescano ad accedere alla prossima Champions. Ma soprattutto per il Paris il problema potrebbe essere il Real Madrid che cerca un pilastro in mezzo al campo che dia equilibrio e tecnica a una squadra già completa ma non trascinata dal Khedira di turno (per di più Xabi Alonso rivorrebbe la Premier ed è quindi una possibile veritiera contropartita gradita alla neodirigenza spagnola del City).

Questa situazione coinvolge più o meno direttamente le sorti di Marco Verratti, investimento non certo tra i più onerosi tra quelli effettuati dallo sceicco ma certamente un buon azzardo. Il talentino pescarese non sta facendo per nulla male, ma se Ancelotti saluta la compagnia e arriva Yaya Touré, quest'ultimo comporrebbe la tanto gradita (alla stampa francese) coppia con l'altro mediano Blaise Matuidi. Per Verratti poco spazio.

Senza contare le voci che raccontano del ragazzino non troppo inserito nel gruppo per il suo carattere schivo e in parte spigoloso: con 15 milioni, pagabili in più soluzioni, le italiane si farebbero vive senza troppe remore. Per prima ovviamente la Juventus che possiede una prelazione morale con l'entourage del calciatore, poi Milan ed eventualmente Napoli con i rossoneri avvantaggiati da alcuni crediti che vantano in quel di Parigi più l'amicizia sottobanco dello scaltro Leonardo.

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