Paolo Ponzo, centrocampista ex Modena, muore per un malore durante una maratona

Viene segnata dalla tragedia la quarta edizione della Maremontana, una maratona organizzata in Liguria caratteristica per la sua estrema difficoltà, a causa di un malore si è infatti spento l'ex centrocampista del Modena Paolo Ponzo. Attuale responsabile del settore giovanile del Savona, Ponzo era un appassionato di running e come nelle scorse edizioni non voleva perdersi la corsa organizzata nelle sue terre. Quest'anno però le condizioni meteorologiche erano a dir poco proibitive, sulle montagne la temperatura era scesa fino a 2 gradi centigradi e a rendere tutto più complicato anche la presenza di nevischio e pioggia gelida. L'ex calciatore si è sentito male sulle alture di Balestrino e si è accasciato, stava arrampicandosi sul Monte Acuto, una zona talmente impervia che anche i soccorritori hanno avuto problemi a raggiungerla.

Ci sono volute due ore di trasporto a spalla per riuscire ad arrivare alla più vicina ambulanza, con la quale Ponzo è stato trasportato presso l'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Qui però vi è giunto in condizioni disperate e poco prima delle 10 di questa sera i medici non hanno potuto far altro che costatarne il decesso. Ponzo lascia una moglie e due figli. È stata aperta un'indagine per accertare le responsabilità degli organizzatori dell'evento podistico per cercare di capire se questa tragedia poteva essere evitata, oltre allo sfortunato ex calciatore altre 19 persone sono state ricoverate per ipotermia, mentre due hanno avuto bisogno di essere trasportate in ospedale in seguito a cadute sul fondo ghiacciato. Forse, tenendo conto delle condizioni del tempo, sarebbe stato opportuno pensare alla possibilità di un rinvio, queste sono comunque valutazioni che spettano agli inquirenti.

Ponzo, nato nel 1972, aveva iniziato la sua carriera con la maglia del Vado in Eccellenza. Poi è approdato nel calcio professionistico vagando tra Serie B e Serie C vestendo molte casacche, importanti le sue esperienze in B con il Cesena, ma anche quelle con Reggiana e Montevarchi. Il punto più alto della sua carriera è stato il quinquennio tra il 2000 e il 2005 quando con la maglia del Modena è arrivato a giocare in Serie A. Dopo l'esperienza in Emilia si è trasferito in Liguria per giocare nello Spezia, poi ancora Reggiana, Savona, di cui è stato capitano per due stagioni, e Imperia dove a 40 anni ha chiuso la sua carriera appena un anno fa. Si era guadagnato il nomignolo di "calciatore proletario" per i suoi ingaggi tutt'altro che milionari anche nelle stagioni in massima serie.

Il Savona, club di Lega Pro Seconda Divisione nel quale Ponzo occupava il ruolo di responsabile del settore giovanile, lo ha salutato con un comunicato stampa molto toccante:

A volte viene da chiedersi che senso ha parlare di calcio, di pareggi e di punti di vantaggio sulle inseguitrici, di un portiere che fa i miracoli e di gol falliti per pochi centimetri. Tutto questo mentre Paolo Ponzo, responsabile del settore giovanile del Savona Fbc, muore per un malore in una maratona.
Rimane una sensazione prima di incredulità, poi di sconforto, poi di vuoto. Per colmarlo non ci si può che aggrappare al ricordo di una persona splendida, che amava correre, perché la corsa era la sublimazione della fatica con cui si possono raggiungere i traguardi più prestigiosi, partendo dal basso, dal primo gradino di una salita difficile. Così aveva fatto Paolo, partendo dal Vado, in Eccellenza, allenandosi, lavorando duramente, correndo fino alla serie A, conquistata col Modena.
È tornato a Savona per festeggiare il ritorno in serie C. Un uomo simbolo. Il capitano. Non per l’età, ma perché in campo dava tutto, dal primo all’ultimo minuto. Il Savona Fbc lo ha scelto per fare il responsabile del settore giovanile. Disse subito: “Userò poche parole per spiegare ciò che vorremmo che fosse il nuovo corso del SAVONA: educazione, rispetto, lavoro, umiltà. Le quattro parole fondamentali, sempre presenti in ogni componente della Società, soprattutto nei responsabili e negli allenatori in modo da poterle pretendere dai ragazzi”.
Esattamente quello per cui si è fatto apprezzare nella vita e nei primi nove mesi in biancoblù: educato, sempre rispettoso, gran lavoratore, umile. Quattro semi da cui potranno nascere ottimi frutti.

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