Malta, il c.t. Ghedin: "Noi fermiamo l'Italia? Ridicolo pensarlo"


E' nato a Scorzè, in provincia di Venezia. Da difensore ha vestito la maglia di Fiorentina, Lazio e Pescara in Serie A. Ha allenato l'Italia under 18 dal 1987 all'89 e il Malta dal 93 al 95. Poi è stato il vice Cesare Maldini, Dino Zoff e Giovanni Trapattoni in nazionale. Quindi il primo dell'Under 23 e dell'Italia femminile. Ed oggi, dal 2012, è nuovamente alla guida del Malta. Che domani sera affronterà gli azzurri di Cesare Prandelli, in una gara valida per la qualificazione ai mondiali 2014.
Non si tratta di una vigilia facile per Pietro Ghedin, visto che il Malta è reduce da un pesante 6-0 rimediato contro la Bulgaria. Anche per questo motivo pensare che di poter dire "fermeremo l'Italia" sarebbe "ridicolo". Tuttavia la condizione di partenza della piccola nazionale che occupa l'ultimo posto in classifica del gruppo B con 0 punti non è di rassegnazione assoluta. Almeno stando a quanto precisato in un'intervista concessa a La Gazzetta dello Sport:

Siamo molto arrabbiati e tesi, il 6-0 di Sofia non ce lo aspettavamo, ho subito le prime critiche. Faremo di tutto per uscire con onore da questa partita, ma per noi Balotelli è un extraterrestre. Mario è grandissimo, in campo fa quello che vuole, dovrei marcarlo con due o tre giocatori... Ci disporremo col 4-4-2, staremo stretti, cercheremo di chiudere gli spazi. Non possiamo inventarci chissà che cosa. Siamo una piccola nazionale. Il viaggio a Sofia l’abbiamo fatto con voli di linea, scalo a Vienna all'andata e a Roma al ritorno, dieci ore a tratta, ma va bene così.



Insomma, parole che lasciano trasparire una comprensibile arrendevolezza di fronte ad una squadra, come quella di Prandelli, che negli ultimi mesi è cresciuta notevolmente; arrendevolezza che però coesiste con una oggettività di giudizio che va riconosciuta e apprezzata. E che emerge anche quando gli viene posta la domanda su un suo possibile ruolo di commissario tecnico della nazionale italiana:

Sono obiettivo, per essere c.t. degli azzurri serve un curriculum migliore del mio.

Chissà, se anche migliore di quello di Donadoni.

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