Bologna passa un Natale sereno: la nuova società si presenta


Lo dovevano, alla città di Bologna in primis: fare tutto prima delle vacanze di Natale, cosicché gli appassionati tifosi rossoblu potessero passare dei giorni sereni dopo mesi di angoscia. Chissà, il temporale si è placato ma le nuvole sono ancora lì, alte sopra le teste, intanto quella di ieri è stato un bello spot di sole, a vedere il faccione di Gianni Morandi sorridente e rassicurante, l'istrionico Giovanni Consorte, professione mediatore, alla sua sinistra. E poi il signore del caffè (Segafredo per la precisione), l'ennesimo Zanetti del calcio, questa volta di nome Massimo. Infine Luca Baraldi, a dir la verità inviso alla gente di Bologna, eppure professionista di indubbia esperienza.

Insomma, i tre moschettieri al gran completo con D'Artagnan-Consorte a far da collante, prima di lasciare Malesani e Di Vaio in mano a Baraldi e Zanetti, con Morandi a metterci la faccia e il nome e il campo a dire se questa squadra si salverà, sotto tutti i punti di vista, o meno. A sentir le parole della conferenza stampa dell'antivigilia natalizia, nel capoluogo è l'ennesimo anno zero, dopo i vari bluff degli ultimi anni, Tacopina, Taci e Porcedda ultimi della lista. Sentite Zanetti:

"Salvare il Bologna voleva dire salvare 300 posti di lavoro. E' un'operazione che dà alla città di Bologna grande prestigio, è la prima volta che si fa in Italia ed è quasi un azionariato popolare. Ho giocato a calcio, ho la passione del calcio, sono un uomo di sport. Quando Consorte mi ha telefonato e dobbiamo ringraziarlo perché senza di lui non si sarebbe fatto nulla, ho detto proviamoci. Mi ha chiesto di poter spendere il mio nome, ho detto sì e poi si sono accodati tutti gli altri nomi e il più importante è quello di Gianni Morandi, una vera gloria per Bologna".


Già, Morandi. Il prossimo presentatore del Festival di Sanremo era tutto in tiro, elegante e anche un po' emozionato. Conscio del ruolo, di rappresentanza ma comunque marginale, che gli spetterà:

"Oggi il Bologna poteva essere in fallimento, invece è salvo. Grazie a Consorte e a Zanetti può avere un buon futuro: io credo che il segnale che ha dato la città può essere un auspicio perché le cose tornino a splendere. Se il presidente non conta niente, figuriamoci quello onorario. Mi fa un grande piacere questo incarico, io mi sento un tifoso e non interverrò nella gestione, ma sarò presente. Sono felice che possiamo passare un Natale con la speranza che il Bologna possa restare in serie A. La città ha dato una grande dimostrazione".

Che ne sarà della politica dei giovani iniziata dal duo Longo-Porcedda? E poi, come potrà muoversi Baraldi se è sgradito anche ad alcuni giocatori (ricordiamo che coi Menarini il suddetto riuscì a rimanere sotto le Torri per un paio di mesi, prima di fare le valigie per dissapori con l'ambiente)? Il neo dirigente bolognese è stato chiaro: "Se non vado bene lascio". Orsù, non è il tempo di domande, non così antipatiche e di difficile risposta. L'importante è che il Bologna sia salvo. Per il momento.

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