Juve, la rinascita di Felipe Melo: "Ora sono un idolo dei tifosi"


Tempo di fare le valigie di nuovo a tornare nella fredda Torino, per Felipe Melo le giornate spensierate al caldo dell'estate brasiliana sono volte al termine; poco male, il numero 4 della Juve non vede l'ora di riassaggiare il campo, lui che non lo calpesta dall'inutile sfida infrasettimanale contro il Manchester City in Europa League. Squalificato in campionato e quindi già in Brasile quando i compagni hanno impattato contro il Chievo, il mediano carioca è pronto a dare il suo contributo sin dal 6 gennaio prossimo, quando i bianconeri saranno impegnati a ora di pranzo di fronte al loro pubblico, contro il Parma. A sentire le dichiarazione rilasciate da Melo a Globo Esporte, alla vigilia di Natale, pare proprio che l'umore del centrocampista sia alle stelle.

"La scorsa stagione è stata molto difficile e io non volevo ritornare a vestire il bianconero, soprattutto dopo il Mondiale e dopo la stagione negativa che avevamo appena terminato. Però avevo un contratto e grazie alla mia famiglia decisi di rimanere anche perché la Juventus è un grandissimo club, abituato a vincere come ad essere sotto pressione. Ora sono felice di aver vinto la mia sfida e di essere diventato un idolo per i tifosi della Juve. L'affetto che loro nutrono nei miei confronti è reciproco" ha ammesso l'ex Almeria e Fiorentina, che ora vola alto coi progetti, non solo personali:

"La Lazio ha preso Hernanes, un grande giocatore, il Milan ha Robinho ma noi abbiamo battuto entrambe con merito. Per lo scudetto ci siamo anche noi, visto che il gap che ci divide dalla capolista è recuperabile. Comunque non parliamo di tricolore, andiamo avanti partita dopo partita. Per noi ogni gara deve essere come una finale".

Certo, ora va tutto più o meno bene, ma solo pochi mesi fa visse periodi da incubo tra flop in Piemonte e altrettanto fragorose debacle in Sudafrica:

"Per me questo 2010 è stato un anno più che positivo, ho imparato tanto, soprattutto dalle sconfitte e dai momenti difficili. Se devo fare un bilancio, direi che è più che positivo. Purtroppo non abbiamo vinto il Mondiale col Brasile ma l'emozione è rimasta intatta. Anche con la maglia della Juve ho degli ottimi ricordi, soprattutto in questi ultimi mesi. Ritornando alla Nazionale, quando torno a parlare con i miei colleghi di nazionale, spesso ritiriamo fuori il discorso dell'espulsione. Quell'incidente, però, non mi toglie il sonno. Nel calcio tutto può accadere e noi siamo esseri umani e come tali possiamo commettere errori. Certo, ricordo il mio ritorno in Brasile con le guardie del corpo per evitare problemi con i tifosi. La cosa che mi ha dato più fastidio non sono state le critiche dei giornalisti ma quelle di alcuni ex calciatori che nella loro carriera non hanno fatto neanche la metà di ciò che ho fatto io. Però, insieme alle critiche, ho avuto anche l'appoggio di tanti tifosi che mi hanno incoraggiato chiamandomi 'Guerriero'. Loro sanno che io ho sempre dato il massimo, in ogni partita. Se ho mai pensato di smettere dopo il Mondiale? No, perché io ho le spalle larghe. Sono abituato alla pressione e la mia famiglia non meritava un mio addio al calcio giocato. Ho reagito da uomo e grazie ai miei cari sono riuscito a superare il momento no".

E bravo Melo, che ora invece si sente rinato e non smette di sottolinearlo nella sua terra natia, dove forse non tutti sono a conoscenza di questa metamorfosi: "I fischi dello scorso anno sono un ricordo. Mi sento come un idolo, perché i tifosi mi ci fanno sentire. Prima del fischio d'inizio i tifosi urlano il mio nome ed espongono striscioni in mio onore, con la mia fotografia. Il popolo bianconero mi ha votato il miglior giocatore della squadra negli ultimi due mesi. Questo è gratificante per uno come me". Gira e rigira, l'obiettivo e far arrivare il messaggio a Menezes, neo tecnico del Brasile: "Voglio ad ogni costo vincere la coppa del Mondo del 2014. Se ci sarò? Certo! Gioco nella Juventus, uno dei più grandi club del mondo e ho una grande visibilità. Se sto bene, non ho paura di nessuno".

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