Milan, Adriano Galliani si gode Mario Balotelli: "E' una star mondiale"

Media gol straordinaria in rossonero e trascinatore anche in Nazionale. Per ora, non sembrano esserci molti dubbi: questo è il momento di Mario Balotelli. Il processo di maturazione dell'attaccante del Milan, che fino a qualche mese sembrava una missione quasi impossibile, piano piano, sta dando i frutti sperati.

I numeri parlano chiaro: sette gol nelle sei presenze in campionato e tre gol nelle ultime due uscite con la maglia azzurra. Al Milan e ai tifosi rossoneri, non resta altro che SuperMario continui con questa media, per concretizzare il sogno Champions League, possibilmente senza passare per la noiosa trafila dei preliminari.

Anche l'amministratore delegato della società rossonera, Adriano Galliani, si gode il suo nuovo Milan che, nonostante la brusca eliminazione dalla Champions, ha trovato conferme preziose in Nazionale con ben 5 titolari nell'ultima partita ufficiale: Balotelli, Stephan El Shaarawy, Mattia De Sciglio, Ignazio Abate e Riccardo Montolivo.

Tra gli intenti di Galliani, c'è quello di ergere Balotelli a emblema di questo nuovo Milan:

Balotelli ha il physique du role della star mondiale. Da quando è arrivato al Milan ha una media gol stratosfericamente superiore al passato. È arrivato al Milan con molta voglia, determinazione e lo sta dimostrando anche in Nazionale. Ci sono attori a cui basta un film per diventare star mondiali, Balotelli è così, i suoi gol sono più pesanti degli altri.

Galliani ha anche sottolineato l'exploit di altri giovani rossoneri in azzurro:

Indipendentemente da cosa succederà nelle prossime partite, sono molto contento perché ho visto molto bene i nostri cinque giocatori in Nazionale. A Malta il rigore lo ha procurato un '92 come El Shaarawy, e l'assist per il raddoppio di Balotelli è arrivato da un altro 20enne come De Sciglio.

Galliani sembra quasi voler benedire questo nuovo corso rossonero:

Abbiamo creato valore: oggi l'organico del Milan vale più di quello dell'anno scorso. Credo anche che sia stato un elemento di stimolo aver ceduto Ibra e aver visto andare via tanti campioni. Mi ha fatto scattare delle molle che non sentivo da tempo. Una volta non sarei mai andato a Caen per acquisire un 19enne, e se non fossi andato Niang non sarebbe mai arrivato.

Foto | © Getty Images

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