Le sciocchezze di De Laurentiis sul calendario

Aurelio De Laurentiis ancora una volta contro la Lega Calcio per il calendario. Il presidente del Napoli, che già si fece notare con una sceneggiata - ingiustificata - durante il sorteggio della stagione 2010/11 (quella della fuga in motorino), proprio non accetta che siano "altri" a decidere quando la sua squadra deve scendere in campo. Il vizietto di De Laurentiis non è una peculiarità esclusiva, sono in tanti a trovare periodicamente scuse legate al giorno stabilito per la partita dagli organizzatori del torneo.

Su una cosa però si era tutti d'accordo: il giorno di Pasqua, al di là della fede religiosa, il campionato di Serie A non si gioca. Stavolta però De Laurentiis aspettava Cavani, rimasto impantanato in un complicato rientro in Italia dopo le gare di qualificazione ai Mondiali in Sud America, quindi via di dichiarazioni fragorose contro l'intangibilità dell'esenzione del calcio nella domenica sacra per i cattolici.

Lo sfogatoio, al solito, è quello offerto da Radio Marte (omologo napoletano delle "radio romane" simbolo dell'amore ossessionante di una città per una squadra di calcio), le parole durissime:

Posso capire che è impossibile vietare i giocatori alle nazionali, ma almeno organizziamoci bene in casa nostra. Non capisco il motivo delle partite di sabato quando in Germania, Inghilterra, Francia e Spagna si gioca il giorno di Pasqua. Noi avremmo potuto farlo a Pasquetta o addirittura il lunedì (ndr De Laurentiis non ricorda che Pasquetta coincide con il lunedì). La Lega è casa nostra, ma è stata assente in questo frangente e tale aspetto mi infastidisce molto. Evidentemente è arrivato il momento di fare tabula rasa e di assumere gente nuova. Non voglio fare il bastian contrario, ma mi trovo in un mondo in cui non mi ritrovo e se non cambia, mollo tutto e me ne vado. Sono pronto ad offrire il mio contributo, ma facciamo in fretta.



Certo, è vero, all'estero non ci sono state sostanziali differenze fra il turno di questo week end pasquale con quello di qualsiasi altro week end. In Inghilterra, Germania, Francia e Spagna si sono giocate di sabato tutte le partite che si sarebbero giocate in qualsiasi altro sabato (il 90% in Inghilterra e Germania, il 40% in Spagna), ma la vera necessità che appare "tutelata" in maniera eccezionale negli altri campionati è quella legata alla Champions League e all'Europa League, nessuno sembra molto preoccupato dai precedenti impegni con le nazionali. Il PSG ha giocato addirittura venerdì, per dire. De Laurentiis però è fatto così, il povero Cavani arrivato in Italia all'ultimo minuto prima della gara con il Torino lo ha inspirato in un assalto all'arma bianca ad una delle più durature consuetudini della nostra Serie A, l'assenza di partite nel giorno di Pasqua.

A me gli spezzatini piacciono poco e non per essere per forza fra i nostalgici del "calcio di una volta", ma perché a furia di seguire giornate di campionato che durano dal venerdì al martedì ci si finisce anche per stancare. Senza fare nomi, non tutte le partite possono essere "un evento" in grado di meritare il prime time, anche se alle pay tv non dispiacerebbe.

Scommettiamo che anche De Laurentiis dopo la sfavillante vittoria di Torino, con tanto di doppietta proprio di Edinson Cavani, sarà meno preoccupato di muovere il calendario secondo i suoi umori e le sue (presunte) necessità?

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