Capello, la musica è cambiata

Dura la vita per Fabio Capello in Spagna. Non solo in campo, dove il suo Real Madrid finora non ha convinto critica e tifosi.
Nell' ultimo turno di Liga era in programma l' attesissimo derby con l' Atletico al Bernabeu. L' 1 a 1 finale sta stretto ai colchoneros che hanno severamente impegnato Casillas e buttato alle ortiche con il giovane Aguero una occasionissima allo scadere.
L' episodio chiave è stata l' espulsione di Sergio Ramos, che ha costretto le merengues a giocare in dieci nell' ultima mezzora: il difensore centrale ex Siviglia, già ammonito, in un contrasto con Fernando Torres, ha allungato incomprensibilmente la mano sulla gola del centravanti dell' Atletico colpendolo e beccandosi il sacrosanto secondo cartellino "amarillo". A fine partita un Capello ancora infuriato ha accusato " El Nino " di aver ingigantito la portata del fallo e ingannato l' arbitro: una simulazione bella e buona, di quelle che si vedono abitualmente sui campi italiani.
Parole che non hanno corrispondenza con la realtà. Le risposte indignate dello stesso Torres, del presidente dell' Atletico Cerezo e le stilettate dei giornalisti che lo aspettano al varco dopo un inizio al di sotto delle aspettative hanno costretto Don Fabio a una rapida retromarcia, facendo scuse pubbliche.
Una situazione che in Italia difficilmente si sarebbe verificata, specialmente in considerazione del curriculum da vincente che può esibire nella nostra serie A e che lo ha messo in posizione quasi inattaccabile, nonostante alcune dichiarazioni poco condivisibili ed un atteggiamento spesso antipatico verso i media. A Madrid però il credito deve ancora conquistarselo e l' ombrello protettivo di Moggi e Giraudo non ce l'ha, specie in una città dove radio e quotidiani si occupano delle vicende delle merengues 24 ore al giorno e spesso non sono tenere verso chi viene da fuori.

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