Dopo il caso De Santis, la dirigenza nerazzurra sembra essere nuovamente nell’occhio del ciclone. Il sospetto (più che un sospetto dopo le dichiarazioni di Moratti) che Christian Vieri venisse pedinato ovunque e controllato anche telefonicamente da parte dell’Inter, manda il centravanti atalantino su tutte le furie:
“Ho dato sei anni della mia vita e della mia carriera all’Inter: giocavo con loro, davo tutto, e intanto loro mi facevano spiare? Se fosse così, sarebbe davvero grave. E’ una storia che mi amareggia”
La faccenda è ora nelle mani dell’avvocato del calciatore, tale Danilo Buongiorno. La prima mossa del legale è stata quella di inviare all’Ufficio Indagini della Figc un documento con la richiesta di far luce quanto prima sul caso. I passi successivi potrebbero consistere nella denuncia del presidente Moratti e del club ambrosiano con la richiesta di una cospicuo risarcimento monetario per i danni morali subiti.
L’agenzia fiorentina che si occupava dell’attività di spionaggio fa capo a Emanuele Cipriani personaggio vicino a un ex responsabile della sicurezza Telecom, Tavaroli. Sembra inoltre che altri calciatori siano stati spiati dai vertici interisti. Faccenda lunga e intricata…
via | Repubblica.it
bianco e nero
04 ott 2006 - 13:32 - #1Caro Vieri, dammi retta, lascia perdere. Ormai il mostro è stato individuato e abbattuto, e quello che vogliono adesso è un lungo silenzio. Non ci provare che tanto ti fermano prima!
Matt
04 ott 2006 - 13:39 - #2il codice penale italiano non prevede il reato di pedinamento. tutti possono essere pedinati e non c’è possibilità di denuncia; può sembrare strano ma è così
bianco e nero
04 ott 2006 - 13:43 - #3Ecco, appunto. Lascia perdere!
Roby
04 ott 2006 - 13:47 - #4Se Vieri avesse pensato di piu’ al pallone invece che alla veline nn ci sarebbe stato bisogno di nessun pedinamento.
Vieri fatti un bel esame di coscienza ^^
chico75
04 ott 2006 - 13:48 - #5mi permetto di integrare l’articolo di gianni precisando che non c’è un reato di pedinamento ma c’è un limite individuato dalla giurisprudenza sul limite in cui si possa investigare su qualcuno.
Fare intercettazioni telefoniche è giustificato solo per gravi e fondati motivi e non è questo il caso della vita privata di un calciatore.
C’è in merito anche una sentenza relativa ad un calciatore di pochi mesi fa.
Alex
04 ott 2006 - 13:57 - #6Povero Vieri; così facendo non può altro che peggiorare la sua immagine. Se si aprisse “il vaso di Pandorra” sulla sua vita di quel periodo…
Ngiluzzu
04 ott 2006 - 13:57 - #7Ovviamente un abuso di potere di quelli che non si scordano facilmente… Vieri farebbe bene a denunciare l’Inter, ma è inutile… Cmq ricordo che Vieri quando stava con la Canalis faceva 30 goal a stagione…
bianco e nero
04 ott 2006 - 14:02 - #8Pochi. Se la Canalis stava con me di gol ne facevo 50
jeepers
04 ott 2006 - 14:10 - #9vieri era ed è libero di fare tutto ciò che vuole nella sua vita privata… che sia un casinaro sempre dietro alla patata lo si è sempre saputo… se all’inter non stava bene lo cedeva prima…
forse far pedinare il giocatore non sarebbe stato un reato anche se con la normativa sulla privacy le possibilità d’azione di questi “investigatori privati” sono state molto ridotte, ma cmq farlo intercettare si, eccome!!!
moratti ha ammesso le intercettazioni su vieri poichè sono quelle che meno lo inguaiano e per giustificare la fattura alla società di cipriani…
UltraCarne
04 ott 2006 - 14:13 - #10Poveretto, ora intenta causa perchè sente odore di soldi facili visto che come calciatore non vale + niente quando dovrebbe essere lui a restituire un bel pò di stipendi presi a sbafo da inter milan e monaco…per non parlare della buonuscita miliardaria che s’è preso per concedere all’inter la rescissione del contratto…che buffone!
jeepers
04 ott 2006 - 14:46 - #11concordo che sia verso la fine…
ma nessuno ha obbligato l’inter ha fargli un contratto stratosferico, lo stesso vale per il milan e il monaco…
se lui chiedeva 4-5 milioni all’anno e le società glieli davano chi è lo stupido tra i 2???
Cimurro
04 ott 2006 - 15:14 - #12“Pochi. Se la Canalis stava con me di gol ne facevo 50″
Se stavo io con la Canalis, era lei che faceva 50 gol a campionato :-P
Oktogon
04 ott 2006 - 15:35 - #13se ci stavo io con la canalis me la trombavo e basta. chi se ne fotte dei gol, delle spie, di moratti e tronchetto provoletto.
TritoloGoL
04 ott 2006 - 16:01 - #14Se io stavo con la canalis, ovi giuro che ora non sarei stato qui a parlare
Tamarro Italiano
04 ott 2006 - 17:13 - #15io ci sono stato con la canalis, e vi posso assicurare che non è un granchè di donna.
meglio miriana trevisan, che mi ha dato più soddisfazioni
Paso
04 ott 2006 - 17:46 - #16Interisti ricordatevi che se non c’era il signor Vieri nelle stagioni 2000-01-02-03 manco vi qualificavate per l’uefa…
bodo
04 ott 2006 - 18:01 - #17gli interisti che insultano vieri sono dei poveri coglioni…
Pippo
04 ott 2006 - 18:16 - #18E’ vero è ance un comandamento
Non nominare il nome di Vieri invano ^^
Qui si parla della vita privata di Vieri, colma di eccessi e di trasgressioni che ha influenzato le prestazioni sportive.
Vieri con le doti che aveva poteva dare molto di piu’ sia all’Inter sia alla nazionale
bodo
05 ott 2006 - 09:04 - #19come poteva dare di piu???ha fatto mille goal all inter
"La banda degli onesti"
07 ott 2006 - 10:26 - #20UDINE, 25 maggio 2006 - Il Gip del Tribunale di Udine, Giuseppe Lombardi, ha accolto la richiesta di patteggiamento dell’attaccante uruguayano dell’Inter, Alvaro Recoba, e di Gabriele Oriali, responsabile dell’area tecnica della società nerazzurra, infliggendo la pena di sei mesi di reclusione ciascuno (sostituita con una multa di 21.420 euro) per i reati di concorso in falso e ricettazione. I patteggiamenti sono stati definiti nell’ambito dell’inchiesta sulle procedure seguite per far diventare comunitari giocatori che invece, nella realtà, non avevano antenati in Europa. Oltre al concorso in falso per l’assenza di antenati in Europa, a Recoba e Oriali l’accusa contesta il reato di ricettazione relativo alla patente italiana ottenuta dal calciatore uruguayano, che faceva parte di un gruppo di documenti rubati negli uffici della Motorizzazione di Latina.