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25 anni di Berlusconi al Milan, pronta una maglia autografata

Pubblicato: 19 feb 2011 da Antonio D'Avanzo

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Il momento politico e personale non è certamente il migliore della sua storia e a Silvio Berlusconi tocca consolarsi con il 25esimo anniversario della presidenza al Milan. Anni in cui il club rossonero si è crogiolato in un’infinità di vittorie arrivate grazie soprattutto alle intuizioni (e ai soldi) del suo presidente. Al di là di inutili divagazioni politiche, è indubbio che il Milan rappresenti la creatura migliore dell’intensa vita imprenditoriale di Berlusconi. Nozze d’argento tra il club di via Turati e il suo presidente, dunque.
Il Comunicato sul Sito Ufficiale

Secondo quanto anticipato dal quotidiano La Repubblica, i calciatori del Milan vestiranno la classica divisa impreziosita dalla firma di Berlusconi proprio sotto la scritta celebrativa, in filo rosso, ‘20 febbraio 1986-20 febbraio 2011′, posizionata tra il marchio dello sponsor tecnico e lo stemma della società. Tutto cominciò il 20 febbraio 1986, quando poco prima che i libri contabili finiscano in tribunale (il Milan di Giuseppe Farina, dopo 2 retrocessioni, la prima per il calcio-scommesse, la seconda sul campo, era sull’orlo del fallimento), Silvio Berlusconi, dopo una lunga trattativa, annuncia l’acquisto del club.

Si narra anche che Berlusconi, prima del Milan, tentò in tutti i modi la scalata all’Inter. Peppino Prisco, compianto, amatissimo e un po’ guascone dirigente dell’Inter, racconta che il Cavaliere nei primi anni ‘80 aveva cercato di prendere l’Inter, non una ma due volte. Prima da Ivanoe Fraizzoli, quindi dal suo successore, Ernesto Pellegrini. Ma come ogni favola degna di questo nome l’anatroccolo “indesiderato” diventa bello e vincente. Il Milan si aggiudica il primo scudetto dell’era Berlusconi nel 1988, con Arrigo Sacchi in panchina. E’ solo l’inizio di un’epopea.

Comincia l’era del berlusconismo calcistico, delle campagne acquisti senza badare a spese, del Milan patinato, sbarbato e vincente, degli arrivi in elicottero al campo di allenamento, del club spesso utilizzato come vetrina e scudo personale anche sul campo politico (”Verifica di governo? Eccovela servita!“, esclamò Berlusconi dopo la vittoria dell’ultima Champions League).

Demetrio Albertini dice di lui: “Quello che Berlusconi ha dato al Milan - spiega all’ANSA - è l’ambizione di essere al top. Quando è arrivato, un anno dopo lo spareggio per la Coppa Uefa, disse che il Milan doveva diventare la squadra più forte del mondo. Questa volontà ferrea spiega tante cose. L’intera organizzazione della società e del gruppo è stata costruita non solo per vincere, ma per raggiungere l’obbiettivo che Berlusconi aveva in testa“.

L’ex capitano rifiuta la tesi che vuole il Cavaliere protagonista di una sorta di grande e cinico business calcistico. «No, non è vero - asserisce - al contrario la gestione economica è sempre stata avveduta. Ha prevalso invece la cultura del lavoro e dell’appartenenza. La gran parte del gruppo in quegli anni proveniva da Milano. L’attaccamento alla maglia era quasi spasmodico». «Quello che è vero - aggiunge l’attuale vicepresidente della Figc - era la presenza forte e costante di Berlusconi a Milanello, dove veniva ogni sabato. Dispensava consigli, formulava osservazioni, esprimeva pareri di ogni tipo. Ad esempio, una volta quando ero molto giovane, stavo percorrendo il tragitto che dallo spogliatoio porta alla foresteria ma - vista la temperatura alta - avevo rinunciato a mettermi le calze. Berlusconi notò questo dettaglio e mi fece presente come la vita di un giocatore sia lunga e vada preservata dai malanni. Dunque sarebbe stato più saggio indossare un paio di calzettoni. Ma riconobbe anche di essere un rompic…».

«Berlusconi - è il ritratto tracciato da Albertini - iniziava a parlare di un argomento e poi alla fine si buttava sulla tattica. Potrei definirlo un allenatore politico. Le teorie le spiegava molto bene, poi in campo è sempre un’altra musica…». «Con me - sottolinea - è sempre stato corretto, riservandomi parole equilibrate e consigliandomi quando ero appena un ragazzo. Non siamo rimasti in contatto costante, ma quando capita di vederci, ci salutiamo sempre con affetto».

Tra celebrazioni, sviolinate, omaggi e trionfi c’è anche chi come Gianni Rivera, non ha mai condiviso il suo modo di fare: “In venticinque anni - dice all’ANSA - cambia il mondo, non solo il calcio, che è ormai dominato dalla cultura del denaro. Ha mano mano perso i suoi valori fondanti perchè i soldi condizionano fortemente le persone, alterano le circostanze, cancellano meriti e capacità». Rivera, che lasciò la vicepresidenza del Milan quasi in contemporanea con l’avvento di Berlusconi, raccona: «Quali sono i miei ricordi? Mah, niente di particolare. Si è trattato di un anno soltanto. Berlusconi muoveva i suoi primi passi: doveva ancora conoscere e capire l’ambiente».

Il Comunicato sul sito ufficiale del Milan
In 25 anni, gloria e prestigio. In cifre, comprendendo i 26 trofei in Italia, in Europa e nel Mondo, ci sono ben 75 risultati da protagonisti, di squadra e individuali, a rendere il Milan unico e irripetibile.

MILANO - Il nostro Presidente ha acquisito il Milan il 20 Febbraio 1986. Domani, 20 Febbraio 2011, il Milan di Silvio Berlusconi festeggia le Nozze d’argento con la gloria e con i trionfi.

L’argenteria di famiglia è vasta:
13 TROFEI EURO-MONDIALI: 2 Coppe Intercontinentali (1989 e 1990); 1 Coppa del Mondo Fifa per Club (2007); 5 Coppe dei Campioni/Champions League (1989, 1990, 1994, 2003, 2007); 5 Supercoppe Europee (1989, 1990, 1995, 2003, 2007).

13 TROFEI ITALIANI: 7 Scudetti (1988, 1992, 1993, 1994, 1996, 1999, 2004); 1 Coppa Italia (2003); 5 Supercoppe di Lega (1989, 1992, 1993, 1994, 2004).

7 FINALI EURO-MONDIALI: Altre 3 Finali di Coppa dei Campioni/Champions League (1993, 1995, 2005); 3 Finali Intercontinentali (1993, 1994, 2003); 1 Finale di Supercoppa Europea (1994).

9 PODII IN CAMPIONATO: 4 volte al 2′ posto (1990, 1991, 2005, 2006), 5 volte al 3′ posto (1989, 2000, 2003, 2009, 2010)

2 SEMIFINALI EUROPEE: Coppa Uefa (2002) e Champions League (2006).

12 FINALI E SEMIFINALI IN ITALIA: 2 Finali Coppa Italia (1990, 1998), 2 Finali Supercoppa di Lega (1996, 1999), 8 Semifinali Coppa Italia (1991, 1992, 1993, 2001, 2002, 2004, 2007, 2011 IN CORSO).

7 PALLONI D’ORO: (1987-Gullit; 1988, 1989, 1992-Van Basten; 1995-Weah; 2003-Shevchenko; 2007-Kakà).

3 FIFA WORLD PLAYER: (1992-Van Basten, 1995-Weah, 2007-Kakà)

6 PODII PALLONI D’ORO: (1988- Gullit 2′; 1989- F.Baresi 2′ e Rijkaard 3′; 1994, 2003- P.Maldini 3′; 2000- Shevchenko 3′).

3 PODII FIFA WORLD PLAYER: (1995- P.Maldini 2′; 1996- Weah 2′; 2004- Shevchenko 3′).

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di b27

    b27

    19 feb 2011 - 21:38 - #1
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    fossi i giocatori me la leverei appena entrano in campo

  • Profilo di b27

    b27

    19 feb 2011 - 21:41 - #2
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    pure i podii dei palloni d’oro e dei fifa world player c’hanno messo
    le semifinali…..posso capire mettere le finali (neanche tanto…vuol dire si è perso in quei casi)
    e podii dei campionati…….

    è un pò ridicola la cosa

  • Profilo di b27

    b27

    19 feb 2011 - 21:43 - #3
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    cmq la liasta è incompleta visto ci hanno voluto mettere tutto

    il 10° posto in campionato dell 1997-98 e l’11° posto del 1998-99 mancano

  • Profilo di adso-da-melk

    adso-da-melk

    20 feb 2011 - 06:03 - #4
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    Ai 18 anni dalla discesa in campo cosa ci spetta?

  • Profilo di 23theking

    23theking

    20 feb 2011 - 11:55 - #5
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    b27 mi sbaglio o qua si rosica???

  • Profilo di groucho_nt

    groucho_nt

    20 feb 2011 - 12:09 - #6
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    “Forza Chievo!” di cuore. Detto da uno che tifa Milan dal lontanissimo 1978. Non mi sono mai vergognato di due stagioni in serie B, della vittoria in Mitropa Cup, e ho sopportato a testa alta tutti gli sfottò dei vari interisti, juventini, romanisti ecc. ecc. Ho sempre tollerato il fatto di avere Berlusconi come presidente (si sa, le vittorie addolciscono la pillola) ma mi vergogno di fronte a questo ennesimo sfoggio di cattivo gusto dell’ ego malato del presidente.