Cairo e la fiducia obbligata a Zac

Le sofferenze dei tifosi granata sembravano finite con la promozione in serie A e il poter mettersi alle spalle il fallimento, i lodisti e Giovannone, il purgatorio della B e anche gli sfottò degli juventini. Un presidente, Urbano Cairo, credibile come immagine ed economicamente e una campagna acquisti che ha portato sotto la Mole tra gli altri Abbiati, Barone, Fiore, Di Loreto, De Ascentis e Pancaro facevano presagire una annata ricca di soddisfazioni, stabilmente nella parte sinistra della classifica.
Invece sono stati racimolati due punti in cinque partite, l' ultima delle quali ha scosso particolarmente l' ambiente perchè subire 4 reti in un tempo in casa non accadeva da tempo. Una debacle che a mio parere non vede Zaccheroni come responsabile. La scelta di esonerare De Biasi alla vigilia della nuova stagione è stata sbagliata solo per la tempistica e nelle modalità, ma sostanzialmente giusta se era venuta a mancare la fiducia reciproca. Si è parlato infatti di dissidi insanabili sulla campagna avquisti in entrata e uscita.
Quel che si dimentica è che in precampionato questo Toro deludeva nello stesso modo in cui sta facendo ora: una serie di sconfitte preoccupanti, come quella di Alessandria o di Crotone in Coppa Italia, e la sensazione che tatticamente e fisicamente si faticasse ben oltre il concepibile. Zac ha preso in mano una situazione imbarazzante e paga per ora colpe non sue.
La crisi di Abbiati, una difesa senza un vero leader, Fiore spaesato e fuori forma come Rosina, la mancanza di un vero regista e di un uomo gol con esperienza in serie A. Tutte colpe riconducibili alla passata gestione tecnica, se non alla società, che forse poteva fare meglio nell' allestimento della rosa.
La tifoseria, nonostante quel che scrive una certa stampa spazzatura, non dimentica quanto ha fatto il Papa ( Cairo ) e sta vicino al mister e alla squadra. Con il Chievo però la prima vittoria in serie A sarà obbligatoria.

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