
Sport + Markt, società di consulenza finanziaria specializzata nel mondo dello sport, in collaborazione con Pr Marketing ha realizzato il secondo studio sul valore del merchandising nei maggiori campionati europei, l’European Football Merchandising Report. Il primo, era risalente al 2008, il secondo, appena pubblicato, è stato condotto nel corso del 2010. Per la sua stesura sono stati interpellati 182 club professionistici, 10000 tifosi e presi in considerazioni ben 10 campionati compreso quello turco, quello polacco, quello russo e quello ucraino (nel precedente studio erano stati presi in considerazione solo Premier League, Liga, Bundesliga, Serie A, Ligue One e Eredivisie).
I risultati che emergono non sono sorprendenti, al primo posto per volume d’affari troviamo il campionato spagnolo che riesce a produrre ricavi per 190 milioni di euro, per l’80% il merito è soltanto di Real Madrid e Barcellona. Al secondo posto troviamo la Premier League con 168 milioni di euro, il dato è in leggera flessione rispetto a due anni fa, la cosa positiva è che tutti questi soldi sono spalmati in maniera molto più uniforme rispetto alla Spagna. Un dato molto curioso riguarda il Manchester United, dal 2008 il suo giro di affari è diminuito del 10%, colpa della contestazione nei confronti di Glazer e del boicottaggio dei tifosi nei confronti del merchandising ufficiale, al quale vengono preferiti gli storici colori giallo e verde.
Al terzo posto, a conferma di un trend positivo di tutto il movimento calcio di questo paese, troviamo la Germania. I ricavi della Bundesliga sono pari a 130 milioni di euro, un dato molto positivo. L’Italia si deve accontentare del quarto posto a distanza siderale dai tre campionati più remunerativi dal punto di vista del merchandising, nel nostro paese in un anno si incassano 77 milioni di euro, un miglioramento si è comunque registrato rispetto al 2008 quando la Serie A era quinta con 64 milioni di euro di incassi. Un passo indietro lo fa quindi la Francia che con i suoi 67 milioni di euro si piazza al quinto posto, dietro di lei Olanda e via via tutte le altre.
Un dato molto interessante riguarda il peso che hanno i campionati maggiori rispetto a quelli meno importanti, sui 727 milioni di ricavi soltanto una piccola parte viene dai paesi che stanno nella seconda metà della classifica, si parla di meno di 100 milioni di euro. Lo studio ha fatto i conti anche nelle tasche delle società, Real Madrid e Barcellona la fanno da padrone anche in questo caso, nella Top 10 troviamo anche Liverpool, Bayern Monaco, Olympique Marsiglia, Manchester United, Milan, Inter, Lione e Fenerbahce. Per quanto riguarda i brand più ricchi si nota che il mercato è ovviamente tutto in mano a Nike e Adidas che si dividono l’83% del mercato, il restante 27% è conteso dagli altri 34 marchi.
Chiudiamo con l’analisi della situazione italiana. Sebbene il mercato sia in crescita la nostra Serie A è ancora molto lontana dai risultati ottenuti in altri paesi. Le cause vanno ricercate soprattutto in tre punti fondamentale. Il primo freno è ovviamente il mercato del falso, nel nostro paese il problema è particolarmente evidente anche a causa di normative poco protettive nei confronti dei marchi originali. Il secondo problema è rappresentato dalla mancanza di stadi di proprietà e relativi store dove i tifosi possono acquistare il merchandising originale. Il terzo aspetto da sottolineare è la scarsità di risultati di tre club importanti per bacino d’utenza come Napoli, Juventus e Roma, se il loro apporto fosse maggiormente proporzionato al numero di sostenitori la Serie A potrebbe avvicinarsi molto alle prime tre posizioni.
Marcellogig
23 feb 2011 - 18:31 - #1Effettivamente in Italia non si usa indossare le maglie dei giocatori se non in rare circostanze, mentre ci si allena o comunque in ambiti sportivi. Forse perché qui da noi il tifo è legato agli ultrà e gli unici che vedo, a Torino, con addosso le magliette o le tute delle squadre di calcio sono gli extracomunitari. Finché non cambierà l’approccio al tifo non ci sarà grande interesse a dimostrare l’appartenenza alla propria squadra del cuore.
nbvideo
23 feb 2011 - 18:54 - #2“Finché non cambierà l’approccio al tifo non ci sarà grande interesse a dimostrare l’appartenenza alla propria squadra del cuore.”
Sono d’accordo!!! La penso proprio cosi!
mattejo
23 feb 2011 - 19:02 - #3Io tenderei a considerare anche che una maglia originale di uno dei Top Club costa quasi 80 Euro. Una cifra assurda.
olè!
23 feb 2011 - 19:36 - #4concordo mattejo!
adso-da-melk
24 feb 2011 - 00:12 - #5Vabbé che Juve, Napoli e Roma ultimamente non sono gran ché a livello internazionale, ma il calcio italiano IN GENERALE è più scarso di quello di Germania, Spagna e Inghilterra.
SmoQ
24 feb 2011 - 08:29 - #6Condivido le tre cause ma dovrebbero essere in ordine inverso…
junta
25 feb 2011 - 13:03 - #7punto primo le maglie ecc sono troppo cate, 70 o 80 euro per una maglia è eccessivo e su questo non ci piove
punto secondo se ti azzardia girar eper la città con una maglia di calcio diversa dalla citta in cui vivi se becchi un gruppo di cretini rischi che ti menano (stessa cosa per quelle regioni dove i derby sono motlo sentiti)
punto secondo se gli stadi fossero di proprietà delle squadre con degli store negli stadi come in inghilterrA ED I PREZZI FOSSERO UMANI venderebbero avagonate, basta vedere a san siro quando vendono l e bancarelle fuori dallo stadio, vendono tantissimo perhcè vendono sciarpe tra i 5 e i 10 euro e il resto comunque non è eccessivo anche se non essendo originale potrebbero vendere tutto anche per la metà.
E COMUNQUE RIPETO, 70 O 80 EURO PE RUNA MAGLIA DI CALCIO CHE l anno dopo è gia vecchia sinceramente non ne vale la pena, ne puoi comprar euna nella vita e basta