
Cesare Prandelli è preoccupato. Il nostro calcio produce sempre meno talenti, spesso non valorizzati dalle squadra di Serie A e messi ai margini anche nella nostra cadetta dove prosperano mestieranti con maggiore esperienza e malizia, e il CT ha in mente un’idea per provare ad invertire la tendenza.
La proposta è quella di far partecipare l’Under 21 al campionato di Serie B. La Federazione si metterebbe in campo con qualcosa di simile a quello che fanno i grandi club all’estero in paesi come la Spagna o la Germania con le squadre “riserve” che militano nelle serie inferiori divenendo il primo terreno di prova fra i professionisti per i giovani che escono dalla primavera. Il fenomeno del Barca Pedro Rodriguez, ora punto fermo della squadra di Guardiola ha giocato tre stagioni nel Barcellona B prima del grande salto.
Ad una prima analisi la proposta è un po’ bizzarra e di difficile realizzazione. Da chi sarebbero pagati questi giovani calciatori? Come la prenderebbero i club della Serie B? Come farebbe “mercato” una squadra del genere? Non potendo accedere alla Serie A (oppure sì?) andrebbe ad alterare le competizione fra le altre squadre?
Molto concreta e sensata appare invece un’altra proposta, quella del presidente del Club Italia, Demetrio Albertini. Il dirigente federale spinge da tempo per abbassare l’età massima dei calciatori che militano nella Primavera. Dai 21 ai 20 anni per agevolare il passaggio al professionismo dei talenti che in Italia arrivano “già vecchi” per gli standard europei ad essere tesserati per la prima squadra.
Qualsiasi decisione va comunque presa in fretta, il nostro calcio ha perso già troppi treni e la concorrenza corre veloce.
Rativo
16 mar 2011 - 18:50 - #1una under 21 in b lascia veramente il tempo che trova come una serie B fatta dalla primavera, piuttosto in lega pro dove le squadre saltano come i fagioli in un film di bud spencer avrebbe senso far maturare i giovani, dove la fatica e l’impegno la fanno da padrona.
il nostro calcio non ha risentito a livello top squadre, sono anni che in champions le italiane vanno decentemente, il vero problema risiede in Europa league dove piuttosto che pensare ai vantaggi economici viene visto come una “rottura” di scatole che toglie forze al campionato….
23theking
16 mar 2011 - 19:07 - #2Meglio inserire dei fuoriquota in ogni squadra allora
7mattia7
16 mar 2011 - 19:54 - #3non saprei dire se questa è la strada giusta, ma una strada la bisogna prendere! e son comunque contento, che finalmente si spinga per aiutare i nostri giovani ad emergere, in un paese che si dimentica, in tutti i settori, quanto le nuove leve siano importanti per il nostro futuro
don-vito-corleone
16 mar 2011 - 20:48 - #4idea suggestiva ma di difficile attuazione.
mo.mo.
16 mar 2011 - 21:39 - #5gli esempi che funzionano li abbiamo davanti agli occhi… spagna e germania!
le “primavera” dei club di A e B devono giocare in lega pro insieme alle squadre professionistiche, dividendo i gironi in + gruppi con notevoli risparmi economici… a fine anno i club di lega pro si fanno i loro play off/out e lo stesso le squadre primavera!
i ragazzi giocano a 17-18-19-20 anni contro i pro e sono pronti per le chiamate in prima squadra…
basta copiare ciò che funziona! e non inventarsi “cose” impraticabili come l’under 21 in B… ridicolo! come dire “su questi 25 puntiamo tutto per il futuro”… ma quante volte in nazionale maggiore arrivano giocatori che l’under manco l’hanno vista…