Senza commento ma non senza emozioni

Dopo gli scioperi della scorsa settimana e le partite senza audio ho avuto modo di apprezzare il piacere di vedere la partita con il suono dello stadio.
Da premettere che io faccio parte della categoria di quelli che la partita l'hanno vista quasi sempre allo stadio, avendo avuto la fortuna di tifare per la squadra della mia zona.

Comunque non mi dispiace vedere la partita in televisione e mi rendo conto che per buona parte dei tifosi questo è l'unico modo per veder giocare la squadra del cuore.
Molte volte le nostre emozioni calcistiche hanno come colonna sonora le urla e le parole del telecronista.

Mai nessuno dimenticherà lo show di Fabio Caressa al Mondiale, come mai nessuno dimenticherà quella frase proferita da Nando Martellini sull'ultimo corner di Italia-Brasile 3-2 "L'emozione in campo è indescrivibile".

Parole da pelle d'oca.
Ma allo stesso modo, se non di più, mi ha emozionato l'urlo dell'Olimpico e quegli "Italia, Italia" urlati dal pubblico a squarciagola nei momenti di difficoltà della nostra nazionale.
Purtroppo la Rai mantiene l'audio delllo stadio col volume quasi al minimo e spesso non si capisce quello che circonda una partita di calcio.
Troppe volte la colpa è anche nostra perchè sembra quasi che abbiamo bisogno di qualcuno che ci racconti quello che succede come se noi non fossimo in grado di capirlo da soli e quando manca la telecronaca ci sembra surreale.
A me personalmente senza telecronaca mi sembrava ad un certo punto di essere in curva, peccato che capiti solo durante gli sciopreri.
Non per disprezzare i bravissimi Civoli e Caressa, o gli indimenticabili Pizzul e Martellini, ma dal vivo la gara è tutta un'altra musica e alzare il volume sul frastuono del campo è l'unico modo per avvicinarsi a quell'emozione.

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