Il Porto del rampante Villas-Boas ancora campione in Portogallo


E sono 25! Il Porto infila l'ennesima vittoria del suo entusiasmante campionato e a ben cinque giornate dal termine della Sagres Liga si laurea campione di Portogallo per 25esima volta, un'autentica cavalcata culminata con la vittoria più bella, espugnando il Da Luz di Lisbona e andando a trionfare proprio di fronte ai rivali del Benfica, l'anno scorso campioni e attualmente secondi a 16 lunghezze di distanza. Un perentorio 1-2 con reti di Fredy Guarin e Hulk, la ciliegina più gustosa su una torta che il Porto, mai come quest'anno, merita di mangiare: 23 vittorie e solo 2 pareggi (unica squadra europea dei maggiori campionati ad essere ancora imbattuta), 58 reti segnate e appena 9 quelle subite, Hulk capocannoniere con 20 centri.

E la squadra di Oporto non vuole fermarsi neanche in Europa League: 5 vittorie e un pari nel Gruppo L, poi eliminati Anderlecht e CSKA Mosca, ora sarà la volta di un altro team moscovita, lo Spartak. L'ennesima sfida per André Villas-Boas, da più parti indicato come l'erede di José Mourinho e a ben vedere, checché lui stesso non ammette paragoni con nessuno, le cose in comune sono tante, a partire dalla sua storia. Il 33enne di Oporto già a 16 anni lavorava per i Dragões, come osservatore: gli bastò inserire nella casella postale di Bobby Robson una lettera con consigli tattici, da far incuriosire il tecnico britannico e volerlo nel suo team.

Lì conobbe anche il giovanissimo José Mourinho, col quale lavorò sin da subito: sempre al Porto, ma anche al Chelsea e all'Inter, per lo più come supervisionatore degli avversari. A 22 anni già allenava la nazionale delle Isole Vergini, poi nell'ottobre del 2009 (a 32!) la sua prima esperienza in panchina (nel frattempo si era laureato all'ISEF e aveva preso il patentino da allenatore); viene chiamato al derelitto Coimbra (ultimo dopo 7 giornate), lui lo porta fino all'undicesimo posto. Così l'estate scorsa il Porto decide di scommetterci, e ad oggi ha fatto benissimo: subito vittoria in Supercoppa contro il Benfica (2-0), poi successi a raffica. E il suo carattere è di quelli forti: polemico, ironico, motivatore, esigente. Il Porto sogna di nuovo, a 33 anni Villas-Boas si gode il suo radioso futuro.

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