Calciopoli: Il Csm censura la Casoria, processo a rischio

Il collegio giudicante di Calciopoli con la Casoria, la Pandolfi e la Gualtieri in aula
La sentenza di primo grado del processo di Calciopoli è a rischio. Il giudice Teresa Casoria è stata censurata del CSM per le intemperanze verbali nei confronti di alcuni suoi colleghi. Per quanto il presidente della nona sezione sia stata assolta dai capi d'imputazione più gravi questa decisione rischia di condizionare la Corte d'Appello che il 20 maggio prossimo, a seguito di un rinvio apparso strategico, deciderà finalmente sull'ennesima istanza di ricusazione presentata dai PM del processo Calciopoli Narducci e Capuano.

A memoria è difficile ricordare una doppia istanza di ricusazione contro un giudice da parte di pubblico ministero nello stesso processo, ma nel procedimento contro Moggi e gli altri presunti appartenenti alla "cupola" del calcio italiano c'è anche questa anomalia. Narducci e Capuano sono stati oggi testimoni contro la Casoria di fronte al Csm.

L'istanza di ricusazione di fronte alla Corte d'Appello si basa paradossalmente proprio su questo: il fatto che i due abbiano testimoniato delle intemperanze verbali che regalano i burrascosi rapporti all'interno della nona sezione del tribunale non renderebbe sereno il giudice quando sarà chiamato a pronunciare un giudizio sulla vicenda di Calciopoli.

I due PM hanno perso il controllo del processo da tempo. I testimoni dell'accusa sono diventati armi per gli avvocati delle difese, la "scoperta" delle intercettazioni che riguardavano altre squadre (quelle che Narducci sosteneva non esistessero nel suo celeberrimo "piaccia o non piaccia non ci sono telefonate di Moratti ed altri dirigenti"), il teorema delle schede svizzere non intercettabili è caduto, l'attribuzione delle stesse ad arbitri in attività (fatto che di per sé non può rappresentare una prova di colpevolezza, tanto meno in un processo penale) non è convincente e troppe volte i carabinieri che hanno guidato l'inchiesta sono apparsi inefficaci durante le loro deposizioni.

Con questo quadro non è così incredibile che siano i PM a voler provare ad azzerare tutto, anche se renderebbero così inevitabile la prescrizione del reato di truffa sportiva. Le tensioni fra la Casoria e gli altri giudici della nona sezione appaiono insostenibili, in particolare i due giudici a latere Gualtieri e Pandolfi, al punto da rischiare la paralisi. La giudice si è difesa dalle accuse facendo capire che nessuno vuole una sua sentenza su Calciopoli:


La procura di Napoli ha chiesto al presidente del tribunale di fare qualcosa per farmi astenere, la Pandolfi ha reiterato questo invito ma io non avevo nessun motivo per non fare il processo Calciopoli. Ho sostenuto l'accusa in processi importantissimi, ho iniziato rappresentando al procura contro Raffaele Cutolo e la nuova camorra organizzata a fine degli anni '70. Io ho fatto processi importantissimi. Cutolo è rimasto in galera da quando l'ho accusato. Aldo Semerari minacciava. Mi dicevano 'i servizi segreti ti tagliano la testa se non dici che Cutolo è pazzo'. Non avevo alcun interesse in questo processo, il calcio non lo conosco, non tifo per nessuno quindi fare il processo era il mio dovere. Ci si astiene se c'è motivo di farlo perché svolgere i processi è un dovere. Due sentenze della corte d'appello sulle precedenti ricusazioni hanno ribadito che era un dovere andare avanti. Devo notare come è stato strumentalizzato in tutti i modi questo procedimento. Il pm Beatrice addirittura si era lamentato perchè facevo cominciare il processo troppo in fretta. Quando vennero rigettate le richieste per le parti civili si rischiava la paralisi di Calciopoli perchè il pericolo era di avere in udienza come parte civile ogni singolo tifoso di calcio. Invece siamo arrivati alla fine del dibattimento. Piuttosto vedo i pm renitenti a fare la requisitoria. Hanno chiesto indagini supplementari e avuto un teste (ndr l'ex arbitro Nucini) che è stato ammonito perché rischiava di non risultare attendibile.

Ora non resta che attendere il 20 maggio la decisione definitiva sulla nuova istanza di ricusazione, intanto sono in calendario delle udienze nelle quali i Pm dovrebbero finalmente aprire la loro requisitoria. Potrebbe essere l'ultimo atto del processo.

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