Samp e lo spettro della B, Garrone jr: "Non abbandoniamo la barca"


All'inizio i Garrone ci ridevano su, mentre contavano i bigliettoni sonanti giunti dalle cessioni di Cassano e Pazzini; poi hanno iniziato a farsela sotto, perché intanto la Samp perdeva e ancora perdeva e non c'era verso di cambiare la storia; e allora via a sostituire l'allenatore, nisba. La sconfitta interna col Lecce ha davvero fatto sudar freddo i vertici blucerchiati che a questo punto, a 6 partite dalla fine, non possono fare a meno di nominarle, quella parola e quella lettera, l'incubo ricorrente: Serie B.

I risultati sono quelli che sono, il gioco non ne parliamo, va bene i gemelli del gol venduti a gennaio, eppure per organico questa Samp non è inferiore, ma neanche per sogno, alle altre squadre invischiate per non retrocedere. Tant'è, classifica alla mano non sarebbe un'eresia, da qui a un mese e mezzo, vedere la gloriosa squadra genovese relegata al terz'ultimo o penultimo posto. In cadetteria. D'altra parte anche il figlio del petroliere e padrone della Samp, al secolo Edoardo Garrone, non si nasconde più e parla in vece del padre Riccardo:

"Non abbiamo nessuna intenzione di disimpegnarci, ci siamo stati nei momenti belli, ci saremo anche in quelli bui. Cerchiamo di lavorare dando il massimo, io sono qui a fare le veci di mio padre che è per qualche giorno impegnato all'estero e mi ha chiesto di venire a parlare alla squadra. Cavasin? Andiamo avanti con lui anche in caso di sconfitta a Milano contro il Milan. Per quando riguarda il direttore sportivo, invece, aspettiamo di capire in quale categoria saremo nella prossima stagione perché ovviamente è determinante".

Alla faccia dell'ottimismo: neanche i Garrone sanno in che categoria giocheranno l'anno prossimo i blucerchiati. Crisi che più crisi non si può, per la gioia dei genoani.

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