Acquah, piccoli talenti crescono: il Palermo blinda l'africano


Afriyie Acquah, gli addetti ai lavori suggeriscono di appuntarsi questo nome: il giovanissimo centrocampista del Palermo domenica scorsa ha giocato da titolare contro il Cesena, la prima volta che il ghanese ha preso parte di un match dei rosanero fin dal primo minuto. Prima di allora altre 5 presenze (esordio contro la Fiorentina al posto dell'acciaccato Migliaccio, debutto in panca in casa contro la Juve), l'anno passato otto gettoni in Primavera; dopo un paio di mesi che per questo ragazzone paiono un sogno, la società siciliana ha deciso di prolungargli il contratto: dal 2014 al 2016. Come a dire, Acquah è un giocatore del Palermo per molto molto tempo, e se qualcuno in futuro lo vorrà dovrà sganciare il soldo.

Certo, è ancora presto per poter dire se effettivamente questo centrocampista classe '92 sia davvero forte oppure ha fatto un exploit dettato dall'incoscienza, di fatto ad oggi le sue prestazioni "tra i grandi" sono ben al di là delle più rosee aspettative. E come ovvio il diretto interessato non sta nella pelle:

"Indossare ad appena 19 anni la maglia di un club importante come il Palermo è un'emozione unica. Quando, a luglio, sono partito in ritiro con la prima squadra, pensavo fosse impossibile esordire in serie A già in questa stagione. Sono una persona molto determinata e ambiziosa, ma allo stesso tempo capivo quanto sarebbe stato difficile trovare spazio. Ho ancora così tanto da imparare. Eppure negli ultimi mesi sono riuscito a coronare questo sogno. Domenica ho avvertito sensazioni incredibili: sapere di dover giocare dal primo minuto mi ha caricato tanto e di questo ringrazio i compagni ed il mister che mi hanno trasmesso tranquillità. Tutti mi hanno chiesto di rimanere sereno e di giocare come sapevo. Sono abbastanza soddisfatto, ma posso dare di più e migliorare. Purtroppo il Cesena ha pareggiato e non è stata la domenica perfetta. Io, però, questa partita la porterò per sempre dentro di me".

Cresciuto calcisticamente in Ghana, il Palermo lo ha scovato durante un torneo in Italia in cui il pressoché imberbe Acquah andò pure in gol contro il Treviso; l'anno passato il tesseramento, per volere soprattutto di Maurizio Zamparini che ultimamente ha dichiarato di guardare molto attentamente verso le giovani leve del calcio del Continente Nero. Ambidestro, grintoso, ottima visione di gioco ma anche duttilità nei ripiegamenti, Acquah è il classico jolly della mediana: non sarà un fantasista e probabilmente neanche un'ala, però nel cerchio di centrocampo il ghanese sa prenderle e darle, non disdegnando un'alzata di testa, per impostare il gioco. Scontati i paragoni con Essien.

"Adesso leggo che sono al centro di voci di mercato. A me non interessa nulla. Ho appena rinnovato con il Palermo e qui voglio crescere e diventare importante. Giorno dopo giorno. Ringrazio il Presidente Zamparini che mi ha dato questa opportunità. La sua attenzione nei confronti dei giovani è straordinaria e questa società mette tutti nelle condizioni migliori per lavorare. Adesso penso soltanto a diventare un giocatore importante per il Palermo seguendo anche i consigli del mister e dei miei compagni che possono aiutare a migliorarmi. I miei modelli? Migliaccio: è uno dei più forti nel suo ruolo. Un po' come lo juventino Sissoko".

E' un ragazzo coi piedi per terra, Acquah. D'altra parte, anche i suoi connazionali si sono sempre contraddistinti per non montarsi troppo la testa; più che i ghanesi, sono in generale gli africani equatoriali che hanno una cultura del lavoro encomiabile. Così oltre a sgobbare sul prato verde, Acquah ha studiato anche meticolosamente l'italiano per poter comunicare sin da subito coi compagni; aspettando arrivi tutta la sua famiglia a fargli compagnia:

"Attendo che le piccole di casa termino le scuole e poi potrebbero farmi compagnia (le sorelle Jennifer e Mata, ndr). Mi mancano e sono importanti per me. Perché ho scelto il numero 94? Per mia mamma (Anita, il padre si chiama invece Yaboah, ndr): due anni dopo che nascessi, nel 1994, ha avuto un gravissimo incidente e si è salvata miracolosamente. È anche un modo per ringraziare Dio per l'aiuto che mi ha dato in quella occasione".

Monitoriamo questo giovanotto.

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