La Nocerina è a un passo dalla B: scopriamo chi è Gaetano Auteri


Nocera Inferiore non sta nella pelle, pronta com'è a festeggiare una promozione in Serie B attesa da ben 33 anni: era l'estate '77 l'ultima volta che i molossi potettero impazzire di gioia per un traguardo così ambizioso così difficile, eppure raggiunto (prima di allora solo nel '46). Allora come 65 anni fa, i rossoneri dovettero passare attraverso accesi spareggi; questa volta invece sarà accesso diretto, merito di un campionato da protagonista assoluta: la Nocerina ha distrutto il Girone B della Prima Divisione, beneficiando oltre che del proprio gioco spumeggiante, anche dei molteplici passi falsi delle avversarie, come accaduto al Benevento proprio nel posticipo di lunedì scorso. Perciò domenica la febbre nella cittadina campana sarà altissima: al San Francesco arriva la Juve Stabia, quello contro le vespe sarà un match atteso come mai dai supporters nocerini.

Chi non potrà essere presente allo stadio, d'altra parte i biglietti sono andati a ruba in poche ore, beneficerà della diretta tv: d'altra parte basterà vincere il derby contro la squadra di Castellammare di Stabia per assicurarsi aritmeticamente la cadetteria. Che comunque sarà certa; troppo ampio il distacco con la seconda, la Serie B è ormai una splendida realtà per i ragazzi di Gaetano Auteri. Ed è proprio al 50enne tecnico siciliano che vogliamo dedicare un ritratto, a dimostrazione che i vari Guardiola, Leonardo e Montella dovrebbero, ogni tanto, leggersi queste storie di calcio vere, pure, prima di andare a letto. Perché Auteri è un maestro di calcio, eppure nessuno lo conosce. A patto non seguiate il calcio minore, dalla Prima Divisione in giù, a patto che non siate tifosi della Nocerina: da quelle parti lo adorano, ma forse hanno imparato a conoscerlo solo in questa stagione.

Nato nel luglio del '61 a Floridia, provincia di Siracusa, Auteri era un attaccante di belle speranze, notato e voluto da Fascetti e dall'attuale ds juventino Marotta al Varese, il giovane aretuseo fece più che bene in Lombardia, tanto da attirare su di sé le attenzioni di Fiorentina e Lazio; la spuntò il Genoa, in B, che lo prelevò per un miliardo e 400 milioni. Poi iniziarono piccoli ma continui problemi ad un ginocchio, trasferimenti siciliani tra Licata, Palermo e Leonzio. Fino a dire basta, a 30 anni ancora da compiere: Auteri appese le scarpe al chiodo e iniziò a lavorare per essere un allenatore. I primi passi li mosse all'Atletico Catania, ma curiosamente come preparatore dei portieri; quindi una bella chanche nei dilettanti, al Barcellona Pozzo di Gotto: via subito con una promozione in C2, l'anno dopo addirittura sfiorò i play-off. Il suo nome iniziò a circolare sui taccuini degli addetti ai lavori.

Avellino e Crotone, piazze prestigiose, in terza serie; poi però fece la classica scelta di vita e tornò nella sua Siracusa, in Serie D. Non gli andò benissimo, così ripartì dal Salento e a Gallipoli compì un nuovo miracolo: promozione in C1, trionfo in Coppa Italia di categoria, l'anno dopo ottimo campionato sempre con i giallorossi. Ma ancora le sirene siracusane lo ammaliarono, e fu così che il Siracusa ripartì dal suo "profeta in patria", salvo poi allontanarsi a vicenda per divergenze con la società. Catanzaro, Seconda Divisione, società allo sbando, tre punti di penalizzazione: finale play-off, persa con l'Atletico Roma. Fino alla Nocerina, ancora in quarta serie; un ripescaggio, il diktat del presidente Citarella: in Prima Divisione è dura, bisogna salvarsi, con tranquillità, l'anno prossimo si pensa alla B.

Macché, Auteri crea una macchina da guerra, giocatori sconosciuti ma devastanti, gioco offensivo all'inverosimile... E allora è B, con tanto di riconferma in blocco: dove vuole arrivare questa Nocerina? Chiedetelo al suo allenatore: un signore, con una dignità grande e integra, uno che si è accomodato sulle panchine del meridione, tante, tantissime, infuocate. E coi suoi occhiali da sole ha domato giovanotti ambiziosi, tifosi esigenti, presidenti isterici e squattrinati; ora che ha un curriculum di quelli importanti, se ne infischia se non è andato oltre le interviste sulle TV locali: Gaetano Auteri ha le spalle foderate di cemento armato.

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