Reja preferisce restare con i piedi per terra, Lotito lancia frecciatine alla Roma

edy reja

La Lazio approfitta magnificamente dei colpi a vuoto di Roma e Juve e consolida il suo quarto posto, adesso anche la terza piazza è a portata di mano, i punti dall'Inter sono tre e sabato c'è lo scontro diretto a San Siro. C'è di che essere ottimisti, Edy Reja però preferisce smorzare l'entusiasmo, mancano ancora cinque partite alla fine, troppe per iniziare già a esultare:

"È stato un turno favorevole, non lo posso negare. Il campionato è ancora lungo, mancano cinque partite con tanti scontri diretti. Sono soddisfatto della prestazione dei ragazzi, la squadra dopo l'1-1 ha ripreso a mostrare un buon calcio facendo vedere voglia di vincere. I giocatori ci credono, sono solidi mentalmente. Sarà difficile fare punti a Milano con l'Inter ma era complicato anche qui: ho a disposizione un gruppo che sta bene fisicamente, da domani inizieremo a preparare la sfida di San Siro. Ragioniamo partita dopo partita, mi auguro di arrivare in Champions perché lo meritiamo dopo una grande stagione".

L'allenatore goriziano poi commenta la grande partita di Mauro Zarate, relegato alla panchina dopo il ritardo all'allenamento di ieri, al suo ingresso in campo ha deciso le sorti dell'incontro: "Se ha sempre queste reazioni, a Milano lo lascerò ancora fuori... Devo fare i complimenti a lui in modo particolare perché ha vissuto una giornata particolare, non aveva preso bene la decisione però è entrato col piglio giusto, sfoderando una prestazione eccezionale così come tutto il resto della squadra, non ci sono giocatori insufficienti nella giornata di oggi. Prendo Mauri ad esempio: sa fare il trequartista, l'esterno. Se soffriamo sa sempre aiutare, purtroppo nell'ultimo periodo ha avuto problemi fisici".

Le immagini di Catania - Lazio 1-4
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Anche il diretto interessato è apparso euforico a fine partita: "È stata una vittoria fondamentale, pensiamo già all'Inter che è sempre un avversario tosto. Dovremo fare una grande partita per mantenere il quarto posto. Mi sto allenando benissimo da diverse settimane, cerco di fare il meglio per la squadra e per l'obiettivo Champions. Non possiamo darci obiettivi ancora più alti come il terzo posto, a Milano sarà molto difficile e senza un'ottima prestazione sarà difficile fare punti".

In sala stampa, puntuale come al solito, anche Claudio Lotito che oggi, oltre ad apprezzare la prova fornita dalla sua Lazio, ha manifestato particolare interesse per i rivali cittadini, quella Roma da poco diventata "americana" e sconfitta ieri in casa dal Palermo: "Il cambio societario della Roma, alla Lazio, non comporta cambiamenti. Bisogna vedere cosa cambierà nella Roma: i proclami sono una cosa, i fatti ben altra. Quello che conta sono i risultati, al di là del fatto che la Lazio ha vinto una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana sotto la mia presidenza, anche se la Roma ci è sempre finita davanti in campionato".

Il focoso presidente biancoceleste si è poi soffermato su considerazioni personali circa l'ingresso di DiBenedetto nel calcio italiano e sull'impatto che l'americano potrà avere sul club giallorosso:

"Quando ho rilevato la Lazio, c’era un forte indebitamento, mentre i giallorossi soffrono di meno da questo punto di vista. Eppure io ho investito molti soldi personali, mentre nella Roma viene acquistato il 67% della società ed è necessaria un’Opa sul titolo. Non voglio fare i conti in tasca agli altri, ma tra debiti e rilevamento della società, quali soldi restano per investire sulla squadra e acquistare i giocatori? Se porterà idee innovative DiBenedetto ne beneficerà il calcio italiano. Ma non è che arriva l’americano e dopo un giorno fa lo stadio: le paludi burocratiche italiane sono note a tutti. La Juventus ha fatto lo stadio, ma non come lo vorrebbe fare la Lazio: lo stadio che voglio io sarà fruibile 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, con incremento di ricavi e patrimonializzazione dei costi".

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