Diluvio di Perugia: per Moggi ci fu un "complotto"


Nella puntata di questa sera della trasmissione La Tribù del Calcio, rubrica di Premium Calcio condotta da Paolo Ziliani, oltre alla già citata intervista a Pavel Nedved, andrà in onda un reportage sull'incredibile sfida Perugia-Juventus, disputata sotto il diluvio nel capoluogo umbro il 14 maggio del 2000, che costò lo scudetto ai bianconeri a favore della Lazio. All'interno del servizio, alcune interessanti dichiarazioni dell'ex dirigente juventino, Luciano Moggi, il quale ha insinuato, la possibilità di un "complotto" ai danni dei suoi:

“Sono stato accusato di essere il grande manovratore del calcio: spiegatemi allora come ho fatto a perdere uno scudetto giocando il match decisivo in piscina. La verità è che la Juve avrebbe dovuto andarsene, invece siamo rimasti lì alla mercé di chi decideva e quando siamo scesi in campo non c’eravamo più. Collina? Sicuramente parlò al telefono con qualcuno: di chi si trattasse, non lo sapremo mai. Dico solo che da regolamento la sospensione non può durare più di 45 minuti: Collina invece aspettò quasi il doppio”.

Queste invece le parole dell'ex presidente del Perugia, Luciano Gaucci:

“Prima della partita minacciai i miei giocatori: se non avessero battuto la Juventus, io sarei dovuto scappare da Roma, ma loro se ne sarebbero andati per 3 mesi in Cina in tournèe. E al designatore durante il diluvio dissi: sia chiaro che se sospendete questa partita, io non la gioco mai più”.

Dice poi la sua, il giocatore che ai tempi indossava la fascia da capitano del club torinese, l'attuale allenatore del Siena, Antonio Conte:

“Capimmo subito che la partita non sarebbe mai stata rinviata per paura che da Roma arrivassero i laziali e scoppiassero disordini. In settimana avevamo ricevuto attacchi durissimi, erano tutti contro di noi”.



Conferma anche da parte del suo omologo perugino di quell'incontro, Renato Olive:

“Il campo era davvero impraticabile. Conte diceva che la palla non rimbalzava e aveva ragione, ma al minimo rimbalzo io dicevo: ecco, rimbalza! Ricordo che anche l’anno prima eravamo stati arbitri dello scudetto, con quel Perugia-Milan 1-2 che lo consegnò ai rossoneri a discapito della Lazio: fummo sbattuti in Giappone per punizione e non ricevemmo alcun premio salvezza. Insomma non volevamo fare la stessa fine e poi Gaucci ci telefonava ogni giorno, faceva pressioni: diceva che Perugia-Juventus avrebbe cambiato la nostra vita nel bene o nel male”.

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: