Amauri in azzurro?


La pioggia di critiche che s'abbatté sulla scelta della Nazionale italiana di aprire le porte all'argentinissimo Mauro German Camoranesi non s'è mai attutita; non è bastato all'oriundo contribuire al quarto titolo mondiale, neanche i gol, ultimo dei quali in Georgia: "L'Italia agli italiani" più o meno unanime ha detto il belpaese pallonaro.
Così dopo le polemiche per il giocatore della Juve e anni luce dal periodo in cui Sivori cantava l'inno di Mameli, quest'anno potrebbe ripresentarsi una situazione che scatenarebbe più di qualche perlpessità.
Voci sempre più fondate vorrebbero Amauri, brasiliano del Palermo con un passato nel Chievo e nel Piacenza, convocato da Donadoni perché il giocatore avrebbe origini italiane e quindi il doppio passaporto.

L'attaccante ha recentemente dichiarato che non vede problemi nel vestire la maglia della squadra italiana dal momento che calcisticamente è cresciuto nel nostro paese e quindi a livello professionale ha poco a che vedere col Brasile.
Il ct azzurro dal canto suo non ha escluso la chiamata al centravanti: "E' una possibilità, vedremo..." ha sentenziato in una trasmissione Sky.

A prescindere dal discorso che un brasiliano non dovrebbe poter vestire la maglia azzurra (oppure ne avrebbe il diritto a seconda dei punti di vista e dei parenti che ha), la domanda è un'altra: ma è così forte Amauri? Meriterebbe, seppur fosse italiano al 100%, la chiamata? La mia risposta è no!

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