Verso il derby. Qui Milan

Coreografia Milan Ancelotti aveva parlato di "settimana" della svolta. Palermo, Chievo, Inter, Anderlecht, con in mezzo la sentenza dell'Arbitrato. Dieci giorni per rilanciarsi in campionato e chiudere il discorso qualificazione in Champion's League.

Se il buongiorno si vede dal mattino c'é poco da stare allegri perché, pronti via il Milan cade in casa con il Palermo, salvo poi riemergere dalle proprie ceneri, andando a vincere in casa clivense.

Ma ai tifosi rossoneri, tutto ciò interessa fino ad un certo punto, perché questa é la settimana del derby, anzi, del Derby, con la "D" maiuscola.

Non ce ne vogliano gli altri ma il derby é questo.

L'atmosfera é sempre la stessa. Se ne parla per giorni, a volte per settimane ma, appena l'Evento (ancora una volta con la maiuscola) si avvicina, si avvicina veramente, si ha quasi paura di parlarne. Una sorta di timore reverenziale, il timore di diminuirne la sacralità.

Ecco perché i tifosi, fino a ieri spavaldi taluni, scaramantici gli altri, che dissertavano animatamente sull'esito della Partita, rievocando i fantasmi di sfide passate, di rimonte esaltanti, di vittorie schiaccianti, oggi si sono zittiti.

Aspettano. E lo fanno in silenzio. Oggi non si parla. Porta male. Oggi si vive di sensazioni. L'Inter fa paura? Forse. Ma noi siamo il Milan. Una sconfitta taglierebbe la squadra più titolata al mondo dalla corsa scudetto? La storia parla rossonero.


E allora cosa fare oggi? Oggi ci si dedica al toto-formazione, un tranquillo scambio di opinioni su quale dovrebbe essere il modulo migliore per affrontare i "cugini".

Per la legge dei grandi numeri potrebbe essere il D-Day del Gila. Chissà. E per il resto? Meglio una punta o due?
La sensazione é che Ancelotti sia tentato di giocare con il solo Superpippo davanti e Riccardino a rimorchio. Vedremo.

E in difesa? Nesta-Kaladze pare la coppia più affidabile ma si può lasciare fuori Il Capitano nel Derby? E il "capocannoniere" Janku?

Insomma, non vorremmo essere nei panni di Carletto.

Ha ragione Crespo: la pressione é tutta sul Milan. Ma il Milan é avvezzo alle pressioni.

E' il Milan che deve vincere ad ogni costo? Non é la prima volta.

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