Processo Calciopoli: respinta la ricusazione della Casoria, sentenza entro l'autunno


Il processo di Calciopoli andrà avanti e arriverà rapidamente ad una sentenza. La settima sezione della Corte di Appello di Napoli (Presidente Di Mauro, Relatore Cappiello, a latere Giudice Acierno) ha respinto l'istanza di ricusazione contro il giudice Teresa Casoria. Nonostante i rapporti tesissimi all'interno del collegio giudicante non c'è animosità e non ci sono state scorrettezza da parte del giudice ai danni dei due PM Narducci e Capuano, "testimoni" nel procedimento disciplinare contro la Casoria di fronte al CSM.

Nonostante la "censura" da parte del Consiglio Superiore della Magistratura la ricusazione non è fondata e il giudice resta al suo posto. In questo modo la sentenza di primo grado sui fatti di Calciopoli dovrebbe arrivare fra settembre ed ottobre, viceversa i tempi si sarebbero ulteriormente dilatati.

Proprio di fronte al CSM la Casoria aveva denunciato indebite pressioni da parte della Procura perché rinunciasse a questo processo. Dichiarazioni fortissime che hanno probabilmente indotto la Corte di Appello a non consentire che si adombrassero ulteriori sospetti attorno al procedimento contro Luciano Moggi e gli altri. Queste erano state le dichiarazioni della Casoria:


La procura di Napoli ha chiesto al presidente del tribunale di fare qualcosa per farmi astenere, la Pandolfi ha reiterato questo invito ma io non avevo nessun motivo per non fare il processo Calciopoli. Ho sostenuto l’accusa in processi importantissimi, ho iniziato rappresentando al procura contro Raffaele Cutolo e la nuova camorra organizzata a fine degli anni ‘70. Io ho fatto processi importantissimi. Cutolo è rimasto in galera da quando l’ho accusato. Aldo Semerari minacciava. Mi dicevano ‘i servizi segreti ti tagliano la testa se non dici che Cutolo è pazzo‘. Non avevo alcun interesse in questo processo, il calcio non lo conosco, non tifo per nessuno quindi fare il processo era il mio dovere. Ci si astiene se c’è motivo di farlo perché svolgere i processi è un dovere. Due sentenze della corte d’appello sulle precedenti ricusazioni hanno ribadito che era un dovere andare avanti. Devo notare come è stato strumentalizzato in tutti i modi questo procedimento. Il pm Beatrice addirittura si era lamentato perchè facevo cominciare il processo troppo in fretta. Quando vennero rigettate le richieste per le parti civili si rischiava la paralisi di Calciopoli perchè il pericolo era di avere in udienza come parte civile ogni singolo tifoso di calcio. Invece siamo arrivati alla fine del dibattimento. Piuttosto vedo i pm renitenti a fare la requisitoria. Hanno chiesto indagini supplementari e avuto un teste (ndr l’ex arbitro Nucini) che è stato ammonito perché rischiava di non risultare attendibile.

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