La Juventus dopo la non revoca dello Scudetto: "Mandato ai legali"


La Juventus ha appena diffuso un comunicato sul proprio sito ufficiale dopo la decisione odierna del Consiglio Federale di non procedere alla revoca dello Scudetto 2006. La mossa, già preannunciata da Andrea Agnelli dopo le indiscrezioni giornalistiche che anticipavano questo verdetto, è quella di "dare mandato ai propri legali" per proseguire "nel doveroso accertamento dei fatti e nella ricerca della parità di trattamento".

Aldilà di ogni partigianeria la questione è semplice: la Juventus venne colpita dai verdetti di Calciopoli che si basavano sulle informative dei Carabinieri e quel centinaio fra le decine di migliaia di intercettazioni raccolte durante le indagini. All'epoca la società bianconera decise, di fatto, di non difendersi sfruttando lo strumento del ricorso alla giustizia amministrativa ritenendo in qualche modo congrua la pena inflitta (due scudetti revocati, uno dei quali assegnato all'Inter, e retrocessione in Serie B).

Soltanto quattro anni dopo la difesa di Luciano Moggi riuscì a mettere il naso all'interno del mare di intercettazioni "non considerate rilevanti" dagli inquirenti facendo venire a galla telefonate imbarazzanti persino collegabili all'Inter che era stata ritenuta dal Commissario Straordinario Guido Rossi del tutto estranea. Su quelle chiamate il giudizio del procuratore Palazzi è stato chiaro sono "da illecito sportivo". Si tratta della tesi dell'accusa, sia chiaro, ma la prescrizione (alla quale i nerazzurri non hanno intenzione di rinunciare) impedisce lo svolgimento di un qualsiasi processo sportivo che accerti una verità definitiva. La FIGC avrebbe potuto prendere atto delle circostanze e revocare quel titolo, ma ha preferito dichiararsi "incompetente".

Per la Juventus questo comportamento "conferma la completa disparità di trattamento per situazioni analoghe" e per questo è pronta ad andare avanti con tutti i mezzi che la giustizia (non più soltanto quella sportiva) gli mette a disposizione. Proprio la mancata revoca fornisce uno spunto per iniziare a valutare "i danni economici che tali comportamenti possono aver cagionato" alla società. Il rischio di un'infinita battaglia legale, con in ballo cospicue richieste di risarcimento, è sempre più concreto.

Il comunicato della Juventus:


L'esito dell'odierno Consiglio Federale conferma la completa disparità di trattamento per situazioni analoghe.

L'esposto presentato 14 mesi fa dalla Juventus ha permesso un approfondimento, al quale purtroppo non ha fatto seguito nessuna assunzione di responsabilità da parte degli organismi sportivi, che anzi si sono spogliati del loro ruolo politico di governo. È del tutto evidente che, a tutela dei suoi milioni di tifosi, dei suoi azionisti e dei suoi dipendenti, la Juventus debba proseguire nel doveroso accertamento dei fatti e nella ricerca della parità di trattamento.

La società ha pertanto dato mandato ai suoi legali di individuare i migliori strumenti di tutela presso la giustizia amministrativa e internazionale. Parallelamente il management e i legali stanno procedendo alla valutazione dei danni economici che tali comportamenti possano aver cagionato. Dal momento che la decisione odierna è lontana dall'aver ristabilito equità e giustizia, la Juventus intende far valere in ogni sede competente le norme internazionalmente applicabili.

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