La Salernitana a Mezzaroma, ma a Catania si dimette Lo Monaco


Può una società di recente fallita e declassata nelle infime pieghe della Serie D essere al centro del ciclone al 21 di luglio? La Salernitana può, se è vero che il club campano è stato indirettamente coinvolto anche nel deferimento dell'allenatore del Verona Andrea Mandorlini. Ma la notizia è che i granata da oggi hanno una nuova proprietà: la Morgenstern srl di Gianni Mezzaroma, padre di Marco (marito della salernitana Mara Carfagna, ministro delle pari opportunità) e suocero di Claudio Lotito (ricordiamo a titolo informativo che Massimo e Valentina Mezzaroma, proprietari del Siena, sono cugini di Marco). Lo ha reso noto il sindaco della città campana Vincenzo De Luca. Questa acquisizione coinvolge direttamente anche due club di Serie A: la Lazio e il Catania.

I biancocelesti capitolini, il cui presidente è Claudio Lotito, saranno verosimilmente il club di riferimento della Salernitana, come se quest'ultima diventasse una sorta di società satellite della Lazio (tra l'altro proprio di recente il Consiglio Federale ha riconosciuto la possibilità di creare questo tipo di collaborazione tra società di A e società di D, nel senso che le prime possono acquistare le seconde) e in questo senso Lotito ha già fatto sapere di essere "un uomo del fare" e di essere disposto a dare una mano alla derelitta Salernitana. Ma a tenere banco, soprattutto, è quanto accaduto a Catania. Perché? Presto detto: l'amministratore delegato degli etnei Pietro Lo Monaco aveva presentato, da privato e non coinvolgendo il club siciliano, un'offerta per acquisire la squadra di Salerno.

Mossa che evidentemente non è piaciuta al presidente del Catania Antonino Pulvirenti che aveva invitato Lo Monaco "a scegliere, o l'uno o l'altro club". Più nello specifico queste le parole di Pulvirenti:

"La società Calcio Catania e il sottoscritto non hanno nulla a che vedere con la trattativa per l'acquisto della Salernitana di cui parla oggi la stampa. Non ne sapevo e non ne so nulla di questa trattativa e non nascondo che ci sono rimasto un po' male dal punto di vista umano. Capisco, invece, da un punto di vista professionale la scelta che potrebbe fare Pietro Lo Monaco; al Catania il direttore è legato da un contratto e può accadere che prima o poi il rapporto si interrompa e che le nostre strade si dividano, a prescindere dalla vicenda Salernitana".

Risentitosi, il dirigente catanese ha dato le dimissioni:

"Penso che fino ad oggi ho svolto le funzioni di Presidente, da domani lo dovrà fare Antonino Pulvirenti. Non voglio andare oltre con le polemiche. Ci tengo però a puntualizzare che al di là delle polemiche tutto questo non mi fa dimenticare del rapporto che ci lega da 10 anni. Dieci anni di grande stima e passione, continuo a volergli bene e a rispettarlo come uomo e professionista, ma io non posso più andare avanti. Non mi interessa come finisce il discorso Salernitana, non mi è piaciuto cosa è successo. Io non ci sto. La determinazione, l'anima che il Catania ha, li ha instillati il sottoscritto quindi non posso accettare che mi si richiami su concetti che io ho portato in una realtà. Se si voleva un po' più di spazio bastava parlarsi. Non è una scelta che faccio io, è una scelta che mi costringe a fare il presidente del Catania, non so cosa gli sia passato per la mente".

La sua decisione non è immediata: continuerà a ricoprire l'incarico di ad del Catania fino a che Pulvirenti non avrà trovato un suo sostituto.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: