Rummenigge attacca Vidal e la Juve, la risposta affidata a Marotta

karl-heinz rummenigge

Karl-Heinz Rummenigge, presidente del Consiglio di Vigilanza del Bayern Monaco, riprende la polemica iniziata qualche giorno fa dal presidente del club bavarese Uli Hoeness, l'argomento è sempre lo stesso: il trasferimento di Arturo Vidal alla Juventus. I tedeschi erano molto interessati a questo giocatore e a quanto pare avevano raggiunto un accordo di massima con il suo agente. Poi nella trattativa si sono inseriti i bianconeri e, come sappiamo, il cileno è sbarcato a Torino, firmando un contratto che lo legherà alla vecchia signora per cinque anni.

Hoeness alla Bild aveva attaccato duramente Fernando Felicevich, procuratore di Vidal, arrivando a dire che comunque non aveva ai avuto grossa fiducia in lui in quanto sudamericano. In un'intervista pubblicata oggi da Kicker, l'ex attaccante dell'Inter rincara la dose estendendo la sua offensiva anche alla società di Corso Galileo Ferraris:

"Aveva promesso ripetutamente al presidente che avrebbe firmato con noi, ora vediamo che valore hanno le sue promesse. Se il giocatore avesse mantenuto la sua parola e se avesse mostrato carattere, se fosse un uomo con una morale, allora sarebbe arrivato da noi. Ora Vidal gioca in un club che è come lui, basta guardare la storia giudiziaria della Juventus o, al massimo, i suoi ultimi risultati sportivi".



La Juventus non ha preso bene questo attacco ingiustificato, a rispondere ci ha pensato l'ad Giuseppe Marotta che ha lanciato anche una fracciatina riguardo il passato di Rummenigge all'Inter, le sue parole sono state poi riportate dal sito ufficiale
dei bianconeri:

"Nella vicenda Vidal la Juventus ha operato secondo i regolari canali di mercato che prevedono l'accordo sia con la società, in questo caso il Bayer Leverkusen, sia con il calciatore. A quanto pare di intendere, Rummenigge si era affidato a canali meno ortodossi, me ne rammarico con lui e con il Bayern. Hanno perso una bella occasione sia sul mercato sia di comunicazione: il silenzio sarebbe stato infatti preferibile. Evidentemente il passato nerazzurro di un grande campione e dirigente come Rummenigge pesa e, come noto, al cuor non si comanda".

Il rammarico per non aver raggiunto un obbiettivo di mercato che sembrava essere a portata di mano è evidentemente grande in casa Bayern. In nessun modo però un dirigente si può permettere di attaccare un'altra società per il semplice motivo di esser stata più abile nel corso di una trattativa: Forse in Baviera non sono abituati a ricevere molti no, ma nella condotta della Juventus non è ravvisabile alcun tipo di scorrettezza. Al massimo Rummenigge dovrebbe prendersela con il Bayer Leverkusen che forse ha preferito non rinforzare una diretta concorrente in patria.

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