Agnelli al New York Times: "Rivogliamo gli scudetti tolti"


Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, intervistato dal quotidiano statunitense New York Times, è intervenuto ancora una volta in maniera durissima sulla vicenda Calciopoli. Il dirigente bianconero ha infatti dichiarato che la società ricorrerà a tutti i mezzi necessari per riavere indietro gli scudetti 2004/2005 e 2005/2006, il primo revocato e il secondo assegnato a tavolino all'Inter, che la Federcalcio ha recentemente deciso di lasciare ai nerazzurri nonostante i nuovi fatti emersi dal processo di Napoli. Queste le sue parole:

"La Juventus continuerà a perseguire i due titoli che le sono stati tolti, preferibilmente nell'ambito nelle strutture della Lega ma se necessario anche davanti ai tribunali ordinari. Dobbiamo essere certi che vi sia stato pari trattamento per tutti. E se noi non possiamo avere un trattamento equo, cercheremo di averlo al di fuori dell'ambito sportivo".

Agnelli ha commentato anche la scelta del suo club di dotarsi di uno stadio di proprietà, in controtendenza con la realtà italiana:

"È un punto d'orgoglio per noi essere i primi proprietari privati di un impianto pienamente moderno, in grado di ospitare partite e di restare aperto sette giorni la settimana a fini commerciali. Nello stesso tempo, i nostri concorrenti sono quelli internazionali, e quello dello stadio era un aspetto da coprire per poter essere alla pari con loro dal punto di vista delle fonti d'entrata. Per essere sinceri sulla nostra seria A oggi non siamo certamente là dove vogliamo essere. E tutto ciò ha anche a che fare con gli stadi. Gli stadi sono obsoleti. Abbiamo molta violenza, molta polizia intorno agli impianti, e tutto ciò non è molto piacevole".

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