Real Madrid, la rinascita di Kakà: "Vi racconto cosa è cambiato"

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Real Madrid, la rinascita di Kakà:


Ricardo Kakà ha finalmente fatto breccia nel crudele cuore del Real Madrid e della sua gente: dopo due anni passati tra infermeria e prestazioni grigie sul rettangolo verde, quest’anno la storia pare finalmente dare credito e gloria (ma occhio, siamo solo all’inizio!) all’ex Pallone d’Oro, un giocatore in fin dei conti ancora giovane coi suoi 29 anni e che in camiseta blanca non aveva ancora dimostrato quanto invece ampiamente fatto col Milan, consacrandosi fuoriclasse di caratura internazionale. In Champions martedì scorso gol, assist e giocate da favola in duetto con Cristiano Ronaldo (per la cronaca le merengues hanno schiantato 3-0 l’Ajax), un gol anche in Liga, ma soprattutto la fiducia di Mourinho, una buona condizione fisica e la maglia da titolare.

Presente sulla copertina dell’edizione spagnola di Fifa 2012, il trequartista brasiliano ne ha approfittato per rispondere ad alcune domande sul suo momento positivo alla presentazione del videogioco a Plaza Callao, pieno centro di Madrid. Innanzitutto Kakà ha spiegato come mai il vento per lui pare cambiato e perché, nonostante le voci, alla fine non si è mosso dal Bernabeu:

“Io non ho mai voluto lasciare il Real Madrid, anche se questo tipo di decisioni vengono prese da tre parti: il giocatore, l’allenatore e il presidente. Io non volevo andarmene, Mourinho mi ha detto che non voleva lasciarmi andare e il presidente che non voleva vendermi. Devo molto a Florentino Perez e ai nostri tifosi che mi hanno sempre appoggiato. La serata di martedì mi ha reso molto felice. Mi sento in debito con i tifosi che hanno avuto la pazienza di aspettare. Adesso mi riescono facili le giocate che prima sbagliavo, il campo, fino a poco tempo fa, mi sembrava enorme ora sono tornato a divertirmi e sono felice per la gente. Sarebbe stato fin troppo facile andarsene, è per questo che ho deciso di restare, perché devo dimostrare ancora molto ai madridisti”.

Certo, indossare la maglia del Real Madrid rende tutto più difficile (non che quella a strisce rosso e nere del Milan sia meno pesante):

“Il presidente ci è sempre stato vicino. Anche martedì dopo la partita mi ha fatto i complimenti e mi ha abbracciato, sono cose che fanno piacere. Le pressioni esterne per il Real sono tantissime, i tifosi sono esigenti, basta una settimana difficile per essere messi in croce, ma gli errori servono anche a farti crescere come squadra. Noi nello spogliatoio siamo tranquilli, il nostro è un gruppo molto unito. Sappiamo che tutti vogliono che vinciamo la decima Champions, non sarà facile, ma ce la metteremo tutta, e mi piacerebbe moltissimo vincerla per i nostri tifosi e per il nostro presidente”.

Barcellona permettendo:

“L’inizio del campionato ha dimostrato che la storia della Liga di solo due squadre non è vera. Certo, il Barcellona rimane uno degli avversari più difficili da battere, anche nel videogioco sono fortissimi, ma nella vita reale non credo sia impossibile batterli”.

 

8 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO

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    GioacchinoPT
    Non so, io direi a Kakà che il Barça non è imbattibile solo sul videogame…
    #1 - Scritto il

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    domi72
    Secondo me Mourinho nel tempo libero fa giocare i suoi calciatori a fifa o a Pes chiedendo loro di avere sempre come avversario il Barcellona per farli incacchiare ancora di più. Insomma, una specie di training mentale anche nei momenti di pausa usando un videogioco. Interessante…
    #2 - Scritto il

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    Alexio82
    Sulla copertina spagnola di FIFA 12 non c'é Kaka. Ci sono Piqué e Alonso.
    #3 - Scritto il

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    fate_ride
    "nel videogioco sono fortissimi, ma nella vita reale non credo sia impossibile batterli" sarebbe meglio così: "nella vita reale sono fortissimi, ma nel videogioco non credo sia impossibile batterli"
    #4 - Scritto il

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    airondella
    con un kakà formato 2007 si può battere chiunque nello squallido scenario odierno
    #5 - Scritto il

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    Totti 10 forever
    kaka ormai è finito…sta a aspetta 2-3 e poi torna al milan a fini la carriera (come ha fatto sheva, beckham, rivaldo), tanto il milan c'ha la calamita per i vecchi….
    #6 - Scritto il

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    airondella
    la penso come te totti 10 forever, ma se torna è uno molto molto forte…. in spagna vincerebbe le partite quasi da solo
    #7 - Scritto il

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    mattejo
    Non mi sono mai rassegnato all'idea che fosse finito. Da interista, avevo un vero e porprio incubo nei Derby, si chiamava Kakà. L'unici che temevo di più era Sheva.
    #8 - Scritto il