Braschi in difesa di Rocchi: "Può capitare una partita sottotono"

gianluca rocchi

Stefano Braschi, designatore degli arbitri di Serie A, è intervenuto questa mattina a Radio Anch'io Sport per commentare l'ultima giornata di campionato, l'argomento principe della chiacchierata è stata la direzione di Gianluca Rocchi in Inter - Napoli e tutte le polemiche successive derivate dal suo errore che ha portato al vantaggio partenopeo. Il numero uno dei fischietti non ha potuto far altro che ammettere la topica del direttore di gara ma ci ha tenuto a difenderlo parlando di normalissima prestazione sottotono:

"Rocchi è uno degli arbitri migliori e più importanti d'Europa, di cui abbiamo grande stima sia io che la Uefa. Da un anno e mezzo fornisce prestazioni di assoluto livello. Siamo di fronte a un arbitro e un atleta di un grandissimo livello e può essere che abbia una giornata in cui non fa una grande prestazione. E sabato la sua è stata un po' sottotono. È normale per tutti, non capisco perché questo concetto non debba essere valido per gli arbitri".

Braschi difende il suo operato e rivendica l'autonomia delle sue scelte e risponde a chi gli chiede se adesso Rocchi andrà incontro a qualche turno di riposo forzato per meditare sugli errori commessi:

"Fermare Rocchi? Dalla mia bocca non uscirà niente su questo argomento perché questo è ingiusto. C'è una gestione di spogliatoio e di uomini e mi comporto di conseguenza. C'è un allenatore per gli arbitri, probabilmente ho sbagliato anch'io che sono il designatore. Ma non esiste un tabellino per fermare un arbitro. Previsione stop-2-3 turni? È solo quello che pensa un giornalista, poi vediamo cosa succede, l'importante è che non si dica che questa cosa l'ho dichiarata io. Le parole di Ranieri? Sono quelle di un galantuomo. Credo che tutto vada riportato in termini più consoni".



Il designatore di Prato esclude categoricamente la possibilità di ricevere pressione da parte dell'Inter nei prossimi giorni, in particolare è sicuro che non riceverà telefonate di lamentele perché "ci sono delle regole e queste dicono che nessuno mi può contattare, ci sono i canali istituzionali, i dirigenti dell'Inter sanno benissimo che ci sono delle regole: è un problema che non esiste". Se esistono delle regole di sicuro verranno rispettate, di sicuro i nerazzurri non hanno lesinato commenti al vetriolo sul fischietto di Firenze, partendo da Ranieri per arrivare al patron Massimo Moratti e a giocatori di punta come Cambiasso e Zanetti.

La riflessione di Braschi poi si allarga e abbraccia l'operato degli arbitri in questa fase iniziale della stagione, il designatore si dice soddisfatto ritenendo che quello di Rocchi è stato l'unico incidente di percorso visto fino ad ora:

"Dopo cinque turni l'unico problema che abbiamo avuto è quello di Inter - Napoli e anche in questa giornata le altre partite sono state dirette in maniera quasi perfetta. Nessuno parla dell'arbitraggio di Rizzoli ieri sera in Juve - Milan. Ci possono essere incidenti di percorso, ma spero che gli arbitri possano fare tutto bene anche se qualche cosa verrà fuori. La mia valutazione deve essere complessiva. Pochi venti arbitri? Non so se sono molti o pochi, nella passata stagione abbiamo fatto bene con lo stesso numero. I problemi si risolvono lavorando su quelli che ci sono. Io devo allenare quelli che ci sono, devo farlo bene e ottenere il massimo da loro. Eventualmente possiamo attingere anche dalla B. Non sono preoccupato per niente, poi se qualcuno non avrà un rendimento all'altezza vedremo".

Lasciando il nostro calcio e allargando lo sguardo al futuro Braschi ritiene che sia molto interessante l'esperimento condotto dalla Uefa con gli arbitri dietro le porte: se dovesse essere imposto questo modello anche alle federazioni nazionali ci saranno sicuramente dei problemi d'organico e bisognerà affrontare il problema con molta attenzione. Di sicuro potranno diminuire gli errori, chissà magari il rigore al Napol non sarebbe stato fischiato, ma gli arbitri continueranno a sbagliare in quanto esseri umani, questo è importante che venga compreso da tutti, giocatori, allenatori e presidenti.

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