Cisse: "Ho rinunciato a 20 milioni per la Lazio e per la Francia"


Djibril Cisse si gode la convocazione di Blanc nella nazionale francese. L'attaccante della Lazio è stato chiamato al posto di Kevin Gameiro, alle prese con un'infiammazione al ginocchio sinistro e farà parte della comitiva transalpina venerdì 7 ottobre, contro l'Albania, e martedì 11 ottobre contro la Bosnia nei match validi per le qualificazioni ad Euro 2012. In entrambi gli incontri Cisse incontrerà due suoi compagni della Lazio, l'albanese Lorik Cana e il bosniaco Senad Lulic, oltre al neo giallorosso Pjanic.

"Il giorno in cui smetterò di giocare a calcio, potrò dire che sono morto per la Francia. Non prima. Finché giocherò, ci crederò", disse qualche tempo fa. E' stato accontentato, almeno per il momento. Cisse ha raccontato a France Football un aneddoto risalente all'estate appena trascorsa in cui dice di aver rifiutato un'offerta faraonica per venire a giocare in Italia ed avere maggiori possibilità di essere chiamato in nazionale:

"E’ un gran giorno e ringrazio tutti i miei tifosi. Il Guangzhou Evergrande? Una cosa da pazzi, 20 milioni dai cinesi per due anni e mezzo di contratto. Ma è arrivata troppo presto perché do ancora priorità al lato sportivo. Anche gli Usa mi tentano, ma non ora".

Le migliori foto di Djibril Cisse

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Sul campionato italiano ha cambiato idea. E aspetta il derby:

"I dirigenti mi hanno fatto capire che mi volevano veramente. C’è stato subito un buon feeling con il ds Tare ma anche con l’allenatore Reja che mi aveva cercato già l’anno scorso. Lui ama il calcio giocato in profondità, è un tipo vecchio stile e mi ricorda Guy Roux che per me ad Auxerre è stato come una madre, ma anche Gerets ai tempi del Marsiglia, l’unica squadra dove sarei tornato, oltre ad Auxerre. Dissi una volta che non ci sarei mai venuto, ma solo gli stupidi non cambiano idea. Il calcio italiano è più tattico, tutto è importante e preciso, pure in allenamento. Credo di aver cominciato bene, quando non segno sono comunque decisivo. E poi la Lazio è un bel progetto, possiamo fare una bella stagione. Rispettiamo tutti, ma non abbiamo paura di nessuno. E non vedo l’ora di giocare il derby. I tifosi mi hanno fatto capire subito l’importanza di questa partita. So a memoria il giorno, il 16 ottobre. C’è molta aspettativa anche perché la Lazio ha perso gli ultimi derby, ma a me piace interrompere le serie e queste partite ad alta tensione mi esaltano”.

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