La sincerità di Samuel Eto'o: "Si lavora per i soldi, ipocrita chi lo nega"

samuel eto'o

Il trasferimento di Samuel Eto'o dall'Inter all'Anzhi Makhachkala è stato sicuramente il principale colpo di mercato di quest'estate, l'attaccante non ha potuto rifiutare l'offerta milionaria pervenuta dal Dagestan e alla fine ha fatto le valigie per la Russia. Il suo impatto nella nuova squadra è stato subito molto positivo, l'ex nerazzurro ha dimostrato di valere l'importante investimento fatto dall'Anzhi. Il giocatore si è raccontato in una lunga intervista concessa al quotidiano spagnolo As, ha spiegato il perché di quello che è più di un cambio di maglia e finalmente ha ammesso che i soldi hanno avuto un ruolo importante sulla sua decisione:

"La questione è semplice: ho ricevuto un'offerta che aveva i suoi pro e i suoi contro, l'ho valutata e ho deciso di accettarla. Mi è stato proposto un modo di lavorare che ho apprezzato, e sono felice perché le cose vanno meglio del previsto. I soldi hanno influito sulla mia decisione? Perché, non lavoriamo tutti per il denaro? Tu perché lavori? Chiunque dica il contrario, è un ipocrita. Però rispetto l'opinione di tutti. Per me è stato importante per dare una possibilità a tutti quei bambini africani che un giorno sognano di diventare calciatori. E questo contratto dimostra che superare certi ostacoli è possibile".

Era stato accusato di essere un mercenario, si era difeso dicendo che dietro la sua decisione c'era la voglia di far capire ai bambini poveri del suo paese che con l'impegno tutto era possibile, diventare il calciatore più pagato al mondo è sicuramente un ottimo modo per dimostrarlo. Eto'o non è stato mai banale, tutti ricordiamo la sua celebre frase dopo il trasferimento dal Maiorca al Barcellona: "Devo correre come un nero per vivere come un bianco", da allora ne ha fatta di strada riuscendo a diventare uno dei giocatori più vincenti di sempre. A 30 anni ha deciso di allontanarsi dalle ribalte dei palcoscenici europei per provare a far diventare grande l'Anzhi, non ha nessun rimpianto per la scelta fatta:

"In Europa ho avuto modo di togliermi tutte le soddisfazioni che un giocatore può avere. Barcellona e Inter mi hanno dato la possibilità di vincere tutto, e il Maiorca di crescere. Avevo bisogno di provare una nuova avventura. Il presidente Kerimov vuole fare di questo club un modello di riferimento in Europa. Se i suoi sogni si realizzano, vuol dire che si realizzeranno anche i miei".



Nel corso della sua carriera Eto'o è stato anche protagonista di episodi di razzismo, nel campionato russo questo fenomeno è tornato a essere presente e sembra essere in forte ascesa. Ne è stato testimone il suo compagno di squadra, ora anche allenatore, Roberto Carlos: il brasiliano è stato protagonista suo malgrado di un paio di episodi di razzismo da parte dei tifosi avversari. Il camerunese non è preoccupato per questo, in fondo il problema non esiste soltanto in Russia:

"Non credo che il razzismo sia un sentimento eterno. Ovunque nel mondo si possono incontrare queste difficoltà, sfortunatamente molta gente non ha possibilità di viaggiare, di conoscere nuove culture, e questo rende le persone chiuse nelle loro idee. La fortuna è che la maggior parte del mondo pensa in maniera differente da loro. E come maggioranza dobbiamo guidarli a vedere le cose differentemente. Uniti possiamo riuscirci. Siamo di più e abbiamo i mezzi sufficienti per farlo. Al momento quindi non sono preoccupato".

Eto'o ha cominciato la sua carriera da protagonista nel Real Madrid, il club della capitale non è riuscito a valorizzarlo e dopo tre stagioni di prestiti lo ha ceduto al Maiorca. Sull'isola è esploso, poi è arrivato il Barça, il resto è storia recente. In questi anni ha conosciuto alcuni tra i migliori allenatori al mondo, l'attaccante è orgoglioso di aver lavorato con ognuno di loro e stila la sua personale classifica di gradimento, l'occasione gli viene data da una domanda a proposito dei suoi rapporti con Guardiola:

"Ho grande stima di lui. Il miglior allenatore di tutti i tempi per me resta Luis Aragones e Mourinho è il migliore in questo momento. Ma sono stato fortunato anche ad avere Pep, che è unico come tecnico e come persona. Chi vorrei all'Anzhi? Meglio di loro non c'è, quindi sarei felice con entrambi".

E forse è proprio l'allenatore il tassello mancante al progetto di Kerimov e chissà che la prossima estate non possa tentare un colpo clamoroso in questo senso. Di sicuro la presenza sulla panchina di un grande nome potrebbe aiutare Eto'o a realizzare il suo nuovo sogno: "Ho ancora un paio di anni da giocare ad alto livello e la mia gioia più grande sarebbe sentire l'inno della Champions risuonare nello stadio di Makhashkala. Sarebbe come vincerla di nuovo, un'altra vittoria nella mia carriera". In bocca al lupo.

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