Anche De Santis chiederà all'Inter i danni per i pedinamenti


L'ex direttore di gara, Massimo De Santis, il più noto tra i fischietti coinvolti nella vicenda Calciopoli, ha seguito le orme di Bobo Vieri, portando l'Inter in tribunale per la vicenda dello spionaggio organizzato dalla società nerazzurra nei suoi confronti, tramite la Polis d’Istinto, società alla quale si rivolgeva per queste operazioni Giuliano Tavaroli, all’epoca uomo di fiducia di Marco Tronchetti Provera e a capo della sicurezza di Telecom Italia. Chiamati in causa anche gli altri protagonisti, Emanuele Cipria­ni e Caterina Aga­ta Plateo, che si erano attivati in questo senso dopo le confidenze di Danilo Nucini a Giacinto Facchetti sull'arbitro romano.

Come l'ex attaccante della Nazionale, De Santis ha infatti richiesto al club milanese un risarcimento di 21 milioni di euro per "danni morali", dovuto, come si può leggere nella richiesta, all'essere diventato vittima di una situazione "simile a quella del protagonista del noto film The Truman Show o peggio degli indesiderati dei regimi totalitari, spiati dai servizi segreti." Nell'esposto depositato dagli avvocati Gallinelli e Lucarelli al Tribunale Civile di Milano si può leggere anche una dura accusa nei confronti del club con sede in via Durini, che avrebbe richiesto oltre ai pedinamenti, anche una serie di intercettazioni illegali, entrate poi a far parte del dossier "Operazione Ladroni".

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