Domani Milan - Palermo: Allegri è carico, Mangia emozionato


Domani sera a San Siro sarà di scena Milan - Palermo, uno degli anticipi della settima (o sesta che dir si voglia) giornata di campionato: sarà il 27esimo scontro tra le due formazioni in terra lombarda (e in campionato) con i precedenti nettamente a vantaggio dei rossoneri, capaci di vincere 21 volte, pareggiare 3 (clamoroso il 3-3 nel 2005 che consegnò lo scudetto alla Juve) e perdere 2 (una volta con Guidolin, gol di Bresciano e Amauri, e una con Delio Rossi, a segno ancora l'australiano e Miccoli, entrambe le volte sono stati 0-2). L'anno scorso finì 3-1 con gol di Pato, Ibra e Robinho, Bacinovic firmò il momentaneo pari per i rosanero.

Quest'anno la partita arriva con i siciliani avanti in classifica e non solo: più punti (10 contro 5), più gol fatti (9 a 5) e meno gol subiti (6 a 8), ma anche più corner (ben 66 a 27). Per dire che la squadra di Devis Mangia non arriverà domani sera nella Scala del calcio da vittima predestinata, nonostante il tecnico ex Varese gioca ancora a fare il super modesto:

"Adesso non ho tanti pensieri, ma so già che quando arriverò con il pullman al cancello d'ingresso di San Siro, non so cosa potrà succedere. Come a Roma, io mi terrò vicino al dottore... Maalox per Ibrahimovic e Cassano? Non so, io spero solo che il Milan non mi faccia venire il mal di testa costringendomi a prendere l’Aulin. In campo ci va Pinilla o Hernandez? Non ve lo dico nemmeno sotto tortura. Miccoli? E’ convocato, facciamo un po’ di pretattica, una volta funzionava. Sono imbattuto a San Siro, è vero, anche perché è la prima volta che ci vado da allenatore. Il Milan? Fortissimo, una grandissima squadra piena di qualità. Sarà incavolata, ma noi ce la giocheremo, come sempre. Fondamentale sarà l’approccio giusto poi la differenza la faranno come sempre i dettagli”.

Poi si sofferma sulle questioni tecnico-tattiche pur non svelando più di tanto i dettagli inerenti la formazione. Sul fronte milanista invece Massimiliano Allegri si mostra carico e determinato:

"Sono state due settimane di ottimo lavoro in cui abbiamo recuperato molti infortunati; utile per limare qualche difetto. Ci stiamo riallinenando, però domani dobbiamo assolutamente vincere. Ibra e Cassano? Bisogna vedere in quale contesto è stata fatta la famosa intervista a Zlatan. In verità, in questi giorni l'ho visto benissimo, è positivo, ha voglia, si allena bene ed è quello che conta. Cassano sta facendo bene anche lui, con noi e con la Nazionale, e cresce di condizione; soprattutto sente la fiducia della società. Giocare sempre, per lui è un vantaggio e deve continuare così. E poi basta con questi discorsi sulla stanchezza, creano alibi inesistenti. Ha detto che smette fra 3 anni e mezzo, mica domani: sono parole che vengono anche strumentalizzate".


Più nel dettaglio il trainer livornese non si fida per niente di questo Palermo:

"Dobbiamo giocare con pazienza e tecnica e avere molta maturità: soprattutto capire che quella di sabato è una sfida importante per il nostro futuro. Dobbiamo tirare su la testa. Veniamo dalla più brutta partita da quando alleno il MIlan (quella di Torino, ndr); non si può prendere un gol a 3' dalla fine: si può portare a casa un risultato anche giocando male, invece... Il Palermo? È una squadra aggressiva e organizzata, corre, si chiude bene e gioca con lo stesso entusiasmo del suo allenatore. Sicuramente da rispettare, da parte nostra servirà concentrazione, ma anche tecnica, aggressivita, coraggio, tutti i presupposti positivi per giocare di squadra".

  • shares
  • Mail