Sesta giornata di Serie A: cinque 0-0 non accadevano da 22 anni


Tutti i calciofili italiani ieri pomeriggio hanno vissuto un pomeriggio da sonnecchiare sulla poltrona: il famoso antipasto domenicale, seppur combattuto, tra Cesena e Fiorentina finiva a reti bianche e alle 15 la situazione non andava meglio; fino ai minuti di recupero di Novara-Bologna zero gol sui cinque campi pomeridiani, quindi tutti negli spogliatoi. Si aspettavano scintille nella ripresa, ma ancora solo il Bologna riusciva a trovare la rete sul sintetico del Piola, per il resto quattro 0-0, più uno di due ore prima uguale cinque. Moria di gol ieri in Serie A per la disperazione degli appassionati di fantacalcio e gli scommettitori da "goal" e "over", un record negativo di "zero-a-zero" (dunque cinque, abbiamo detto) che resisteva dal 1989 quando, era giugno, alla 33esima giornata i risultati furono questi:

Atalanta-Lecce 0-0, Cesena-Como 1-0, Fio­rentina- Bologna 0-0, Verona- Roma 0-0, Lazio-Sampdoria 1-0, Milan-Ascoli 5-1, Napoli-Pisa 0-0, Pescara-Juventus 0-0 e Torino-Inter 2-0.

Ma come detto, a prescindere dalle gare senza reti, non che nelle altre cinque si sono segnate caterve di gol: in tutto se ne sono contate 14, negli ultimi anni solo l'anno scorso alla nona andò peggio quando a fine ottobre si assistettero ad appena 13 reti. I risultati di un anno fa furono questi:

Bari-Udinese 0-2, Brescia-Napoli 0-1, Cagliari-Bologna 2-0, Cesena-Sampdoria 0-1, Parma-Chievo 0-0, Catania-Fiorentina 0-0, Palermo-Lazio 0-1, Genoa-Inter 0-1, Milan-Juventus 1-2, Roma-Lecce 2-0.

Così oggi da più parti si è cercato di analizzare il motivo di così tante partite a reti bianche: c'è chi pensa a goleador spuntati, chi a tatticismi estremi, chi a una casualità, chi ancora a portieri troppo bravi. Probabilmente la verità è ancora un'altra: il nostro calcio si sta pericolosamente livellando, sì ma verso il basso. Così la Juve fa il 61% di possesso palla a Verona contro il Chievo tirando in porta una sola volta, a Cesena Mutu si fa espellere accecato da un secondo di folle nervosismo, a Cagliari si sonnecchia e non va meglio a Genova e a Bergamo. Tensioni pre-gara, difese nutrite, allenatori prudenti: speriamo di non vivere un'altra domenica... da incubo!

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