Napoli, il momento magico di Morgan De Sanctis: "Sono felice, ma non voglio fermarmi"


Il Napoli dei tre tenori, al secolo Cavani-Lavezzi-Hamsik, in realtà ha nelle retrovie il suo direttore d'orchestra con l'orecchio più fine: stiamo parlando di Morgan De Sanctis che a 34 anni suonati vive sulla cresta dell'onda, e non da oggi. Ma oggi più che ieri il portiere abruzzese è carico, felice, orgoglioso dei mille attestati di stima che gli piovono addosso ad ogni piè sospinto: parate d'autore, grinta d'altri tempi, impeccabile nei fondamentali e, ciliegina sulla torta, la Nazionale ritrovata, per De Sanctis è tutto grasso che cola:

"Devo ringraziare il Presidente per il grande attestato di stima che mi ha riservato dopo la gara col Bayern (complimenti pubblici, ndr), così come ringrazio questa città perchè è da due anni e mezzo che sono qui e in maglia azzurra sto vivendo una esperienza magica. Napoli mi sta dando tantissimo ed io voglio ricambiare queste enormi gratificazioni facendo qualcosa di importante. A 34 anni ho l'esperienza per sapere che bisogna guardare sempre avanti e lavorare sodo per tenere certi standard di rendimento. So che nel calcio, così come nella vita, bisogna avere questa mentalità. Voglio continuare questa avventura splendida a Napoli e continuare ad esprimermi così per regalare ai nostri splendidi tifosi ancora tante soddisfazioni".

Questo il De Sanctis - pensiero consegnato a Radio Marte, un De Sanctis che si sofferma poi sulla partita di martedì scorso contro il Bayern Monaco, gara in cui è stato assoluto protagonista parando anche un rigore a Mario Gomez:

"È stata una partita dura e tirata. Sapevamo che di fronte avevamo una delle squadre più attrezzate d'Europa ed in campo hanno dimostrato di essere fortissimi. Poi lo svantaggio immediato avrebbe davvero potuto tramortirci, invece abbiamo risposto benissimo. Abbiamo reagito e la partita è stata viva. Siamo riusciti a pareggiare con quella volata di Maggio e successivamente abbiamo tenuto benissimo la forza d'urto dei tedeschi. Siamo riusciti a conquistare un punto importante anche grazie all'atmosfera unica che ha creato il san Paolo. I tifosi ci hanno spinto a dare oltre il massimo".

E sul rigore:

"Io devo dire innanzitutto che non era rigore, almeno dalla mia angolazione ho visto che non c'era alcun fallo di Paolo. Poi però mi sono concentrato sul tiro. In settimana avevamo studiato insieme allo staff tecnico ed all'allenatore dei portieri Papale il modo di tirare di Gomez. Lui quasi sempre tira forte ad incrociare. Questo lo sapevo, però in campo ho pensato che magari potesse aprire il tiro e cambiare. Così ha fatto ed io mi sono tuffato dalla parte giusta. Dopo il rigore avevo tanta adrenalina in corpo e mi sono un po' arrabbiato con l'arbitro di linea, ma sono stato felice di aver potuto esultare con i miei compagni soprattutto perché questa parata è servita a darci un punto importante che alla fine dei giochi potrebbe essere davvero pesante".

Ma ora c'è Cagliari e dal momento che il Napoli e il suo portiere non voglio abbassare la guardia...

"Sarà una partita molto sentita soprattutto da parte loro. A Cagliari ci aspettano sempre con grande attenzione per alcuni episodi accaduti anni fa in uno spareggio salvezza al san Paolo tra Cagliari e Piacenza. Ma una sana rivalità fa sempre bene al calcio. Speriamo che sia una bella sfida sportiva e dal canto nostro cercheremo di cavalcare l'onda di entusiasmo che ci ha portato la bella serata col Bayern".

Appendice curiosa: a cosa si riferisce De Sanctis quando parla dell'astio cagliaritano per il Napoli? Lo spiegò Matteo Villa, all'epoca capitano dei sardi:

"15 giugno 1997, Napoli - Stadio San Paolo. Domenica di calcio torrido. Cagliari-Piacenza in campo per rimanere in serie A, spareggio all'ultimo sangue. Il pubblico partenopeo si schierò dalla parte emiliana. Ero in tribuna quel giorno poichè squalificato e ricordo benissimo quella triste giornata. Il Cagliari perse 1-3 e sprofondò nel purgatorio della B. Per tali ragioni desumo che la sfida contro il Napoli per i sardi rievochi sempre uno spirito vendicativo".

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