Gattuso non molla: "Ci vuole altro per abbattermi"


Gennaro Gattuso torna a parlare del grave infortunio all'occhio che lo terrà lontano dai campi da gioco almeno fino alla prossima primavera. Il centrocampista del Milan esprime grande amarezza, in particolare per non aver seguito i consigli del medico sociale, scendendo in campo nell'incontro della prima giornata di campionato con la Lazio:

"Quattro giorni prima di Milan-Lazio avevo raccontato a Tavana che vedevo delle macchie. Lui non voleva che giocassi. Io mi sono arrabbiato, invece aveva ragione. Infatti nei primi venti minuti della partita, venti minuti di inferno, mi sono reso conto di quello che stava accadendo: vedevo quattro Ibra. Lo scontro con Nesta è stata l'occasione giusta per chiedere il cambio. Ho un problema al nervo dell'occhio, dopo cinquanta giorni di stop ci vogliono ancora quattro mesi e poi mi opero. Posso allenarmi, ma non posso giocare perché in campo non vedo. Pensavo negativo, c'è stato un momento che pensavo al peggio, altro che tornare in campo. Ora però voglio tornare a giocare".

Il giocatore ribadisce comunque la sua intenzione di tornare a giocare, smentendo le voci che ipotizzavano un suo ritiro:

"Si aspettavano il mio ritiro? Ci vuole altro per abbattermi! In questi 45 giorni ne ho lette di tutti i colori ed è per questo che sono qui. Ma c'è di peggio nella vita e la dimostrazione è quello che è successo ieri a Sepang. Sto lottando come un uomo invisibile, vedere doppio non è bello ma c'è di peggio. Importante è non mollare. Non sto pensando al calcio, penso nel quotidiano. E' davvero brutto non portare i figli a scuola perché non puoi guidare. Voglio vivere il quotidiano. Se levo gli occhiali vedo doppio. La forza me la dà il fatto che lavoro a livello fisico con continuità, senza ovviamente toccare la palla. Questo mi dà la forza di non mollare."



Un quadro più preciso della situazione lo fa il responsabile del settore sanitario dei rossoneri, il dottor Rodolfo Tavana:

"Ci siamo rivolti a specialisti, ci siamo tenuti in contatto con gli Stati Uniti, con un neurochirurgo che parla italiano, in Italia ci siamo rivolti ai maggiori esperti con il dottor Campus che tutt'ora lo stanno curando. La prognosi non è delimitata, bisogna aspettare dai 2 ai 6 mesi per valutare l'evoluzione di questa situazione che potrebbe anche spontaneamente tornare alla normalità. La terapia gli sta permettendo di ridurre questi sintomi. Rino guardando a sinistra, tende a vedere doppio. Questa è l'unica terapia che ci è stata prospettata. Come staff medico del Milan non tocca a noi prendere queste decisioni, ci siamo rivolti a specialisti".

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