Nona giornata di Serie A: Juve e Milan alzano la voce, ridimensionamento Napoli?


In principio fu Donadoni, quindi Pioli quando ancora il campionato doveva cominciare, poi Gasperini e infine Bisoli: fino a oggi dato che Igor Campedelli, uno che di pazienza ne ha fin troppa, non ha neanche accennato a digerire la sconfitta nel derby contro il Parma e ha esonerato Marco Giampaolo quale allenatore del Cesena. Ora al Manuzzi dovrebbe arrivare Ballardini, lo stesso che rifiutò Bologna per la felicità dei felsinei, dato che col suddetto Stefano Pioli i rossoblu hanno ottenuto nove punti su 12, vincendo ieri contro l'Atalanta al Dall'Ara (con ritorno al gol di Di Vaio e ritorno al successo in casa di Portanova e soci dopo mesi e mesi di astinenza). Dicevamo del Cesena: zero vittorie, l'unica squadra a non aver mai fatto bottino pieno, che oggi ha perso la sfida tra peggior attacco, il suo, e peggior difesa, quella del Parma.

Gli altri due zeri della classifica riguardano proprio i ducali che non hanno ancora pareggiato (e vanno bene le 5 sconfitte se poi arrivano 4 vittorie e 12 punti) e la Juve, unica squadra imbattuta ma un po' troppo abbonata ai pareggi (ben 4, solo il Catania ha fatti di più): il trend è cambiato negli ultimi 5 giorni col doppio 2-1 col quale i bianconeri hanno battuto due arcirivali storiche come Fiorentina e Inter, lanciandosi dunque in testa alla classifica. Ci rimarranno lì in cima gli uomini di Conte? Domenica sera ci sarà il Napoli, che prima della Champions fa sempre disastri, e sapremo dall'esito della sfida del San Paolo di che pasta sia veramente fatta la Vecchia Signora; di sicuro dal turno di ieri abbiamo capito che la Lazio è spaventosamente solida, soprattutto in trasferta, e che l'Udinese è Di Natale-dipendente (guarda caso era assente a Napoli) ed è forse ben lieta di esserlo.

A proposito dei partenopei, la terza sconfitta stagionale fa male soprattutto perché arrivata ancora una volta contro una medio-piccola (Chievo, Parma e Catania): quanto potrà reggere la squadra di Mazzarri se continuerà a spendere così tante energie mentali nei confronti della ben più affascinante Champions? Certo è che il Catania è una realtà, col suo sesto risultato utile di fila, una sola sconfitta e un allenatore, Montella, che ha più punti di Luis Enrique: la Roma cambia, sbaglia e non convince, ne approfitta il Milan che fa poker di vittorie di fila e si rilancia, l'attacco dei rossoneri con 19 gol e di gran lunga il migliore del campionato. Menzione d'onore al Siena che gioca un calcio pragmatico e bello, con una difesa, la stessa della B, che è la seconda del torneo; tirata d'orecchi invece a Chievo, Inter e Atalanta. Le altre cinque non nominate? Niente da segnalare se non i marcatori di tre di loro, a cui va un plauso: Lazzari, Strasser e Rigoni.

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