
In queste ultime settimane la Premier League si è trovata di fronte ad alcuni sconcertanti episodi di razzismo che hanno fatto risvegliare il timore di cattive abitudini che sembravano ormai superate. Il caso che sicuramente ha fatto più scalpore è quello che ha visto come protagonista John Terry, il difensore del Chelsea e della nazionale avrebbe apostrofato Anton Ferdinand, fratello di Rio, con insulti a sfondo razziale. Il giocatore ha negato con decisione, lo stesso non ha fatto il difensore del Queens Park Rangers e la FA ha aperto un’inchiesta per appurare quello che davvero è accaduto in campo. Se venissero confermate le accuse Terry, oltre ad una pesante sanzione, rischierebbe quasi sicuramente di perdere nuovamente, e questa volta definitivamente, la fascia di capitano.
A peggiorare la situazione alcuni commenti a sostegno del capitano dei Blues via Twitter, a gettare acqua sul fuoco ci ha provato Villas Boas che ha difeso il suo giocatore:
“È stato solo un fraintendimento quello che è accaduto domenica. Credo che sia una situazione molto gonfiata dalla stampa e un caso che mi costringe a ricordare a tutti voi che John Terry è un giocatore che rappresenta il suo paese a livello internazionale con la maglia della nazionale. Un uomo come lui dovrebbe avere maggiore supporto da parte della sua nazione. Non si merita di avere una reputazione basata solo sulle speculazioni dei media”.
Intanto il Chelsea ha vietato qualsiasi domanda sull’argomento nella conferenza stampa del lunedì, formalmente a causa dell’inchiesta aperta dalla federazione. La storia è molto simile a quella che ha visto coinvolto qualche settimana fa Suarez: l’attaccante del Liverpool è stato protagonista di un violento scambio di insulti con il difensore del Manchester United Evra. Dalle accuse del giocatore dei Red Devils anche in questo caso è partita l’indagine ufficiale della FA.
L’ultimo episodio in ordine di tempo lo ha portato alla luce il Newcastle. In questo caso non ci sono altri giocatori coinvolti se non il povero Sammy Amoebi, fratello diciannovenne di Shola, una vita spesa al servizio dei Magpies. Anche in questa vicenda è coinvolto il social network Twitter, in particolare è il messaggio pesantemente razzista di un utente nei confronti del giocatore ad aver fatto scattare l’allarme. Il Newcastle ha denunciato l’episodio alla polizia che è alla ricerca del colpevole. La società ha fatto sapere di non tollerare in nessun modo il razzismo e farà di tutto per trovare il responsabile di questo deplorevole gesto.
In passato la federazione inglese non ha esitato a mostrare il pugno duro nei confronti di società i cui tifosi si erano resi protagonisti di episodi di razzismo sugli spalti. Quello che però preoccupa è il coinvolgimento dei calciatori in queste ultime vicende, sono loro che con il loro esempio dovrebbero spingere il pubblico a comportamenti improntati alla correttezza e al fair play. Per questo la punizione per Terry e Suarez potrebbe essere esemplare.