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Mancini e la GEA: tutta la verità

Pubblicato: 24 nov 2006 da Chico75

Commenti dei lettori

Negli ultimi giorni, a conclusione della inchiesta della Procura di Roma sulla GEA, sono usciti alcuni stralci degli interrogatori di alcuni personaggi coinvolti in uno dei capitoli più torbidi del calcio italiano degli ultimi anni: la GEA. In particolare Chiara Geronzi, figlia del Cesare presidente di Capitalia e giornalista del TG5, una delle fondatrici della GEA stessa, ha tirato in ballo Roberto Mancini nella vicenda.
La GEA nacque dalla fusione di due entità diverse nel lontano ottobre 2001: da una parte c’era la Football Management di Alessandro Moggi e Franco Zavaglia e dall’ altra la General Athletic, il cui capitale sociale era per il 40% in mano alla fiduciaria RomaFides e per il restante 60% in quote identiche in mano a Chiara Geronzi, Francesca Tanzi e Andrea Cragnotti. La costituenda GEA era per il 45 % di Football Management, per il 45 % di General Athletic e per il 10 % di Riccardo Calleri.
Come molti sapranno tutta gente molto introdotta nelle stanze dei bottoni. Il mistero è sempre stato fitto su chi ci fosse dietro alla fiduciaria RomaFides: due interrogazioni parlamentari furono insabbiate negli anni.

Di sicuro c’era chi ha avuto l’idea di creare la GEA, ossia Giuseppe De Mita, figlio del famoso politico Ciriaco, ma non solo. E’ probabile che le azioni fossero in mano a più persone, tra cui anche il figlio del presidente della Federazione Franco Carraro, il quale era anche il presidente di una banca di affari di proprietà, indovinate chi, di Capitalia, ossia di Cesare Geronzi.
Geronzi è il vero uomo ombra del calcio italiano: ha avuto in pegno e tenuto in piedi tramite la controllata Banca di Roma le azioni di Roma, Lazio, Perugia e Parma. Potete già capire che razza di intreccio ci fosse tra tutte queste società e la Juve dei Moggi, per non parlare di Berlusconi, che ha una partecipazione azionaria nella stessa banca presieduta da Carraro.
E Roberto Mancini che c’entra? Nel suo periodo prima di giocatore e poi di allenatore della Lazio il Mancio stringe rapporti molto stretti con lo stesso Geronzi, di cui diventa in breve molto amico e che si vocifera abbia avuto un ruolo pesante nella concessione del patentino senza rispettare l’ iter previsto.
Si fa curare alcuni contratti di sfruttamento dell’ immagine dalla General Athletic, ha come riferimento societario lo stesso Geronzi nel periodo in cui Cragnotti crolla con la sua Cirio e gli propongono una partecipazione azionaria nella General Athletic stessa, o meglio nella fiduciaria.
Quando sorge la GEA ed entra come socio Alessandro Moggi Roberto Mancini fa capire subito di non condividere il nuovo organigramma e smette di essere seguito a livello di consulenza dalla società, allontanandosi anche prima di quando la misteriosa RomaFides uscirà dal capitale sociale a fine 2003.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • gnappo

    24 nov 2006 - 10:53 - #1
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    la geronzi, probabilmente scocciata dal fatto che l’inter sia l’unica società per il momento pulita, ha voluto tirare in ballo mancini sul quale aveva qualche sospetto personale.
    ma vi pare normale che dopo anni di indagini il nome di mancini non sia mai saltato fuori? che in tutto questo tempo gli inquirenti non l’abbiano mai nominato e se non era per la geronzi nessuno degli altri coinvolti l’avrebbe fatto? e lui sarebbe l’azionista di maggioranza? geronza fai ridere!

  • jb76

    24 nov 2006 - 11:06 - #2
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    direi che i Moggi, con tutta la voglia di vendicarsi dell’inter che hanno, avrebbero potuto rivelarla prima questa cosa di mancini… se fosse stata vera ovviamente. mi sembra così strano che invece sia stata solo la geronzi a dichiararla… magari anche gli altri l’hanno fatto ma si è tenuta nascosta?

  • d

    24 nov 2006 - 11:43 - #3
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    Mancini per iniziare ad allenare fece cambiare le regole…era POTENTE e…RACCOMANDATO

  • gnappo

    24 nov 2006 - 12:52 - #4
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    certo che era raccomandato, se è passato da giocatore ad allenatore di serie A in un colpo solo lo era per forza. ma questo non significa che fosse uno degli azionisti di maggioranza della GEA

  • willy

    24 nov 2006 - 15:16 - #5
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    COMUNICATO ANSA FC INTERNAZIONALE
    Giovedì, 23 Novembre 2006 23:06:23
    MILANO - (ANSA) “In merito a quanto riportato in questi giorni da diversi organi di informazione e a supporto di quanto già dichiarato da Roberto Mancini, F.C. Internazionale tiene a sottolineare che lo stesso Roberto Mancini ha, fin dall’inizio del rapporto, chiarito di non far parte della Gea e non ha mai avuto comportamenti che potessero minimamente favorirla”. (ANSA).

    ..non c’è altro da aggiungere.
    FORZA INTER

  • Agent

    09 nov 2007 - 18:11 - #6
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    Il mio non vuole essere semplicemente un commento alla tematica dominante in questa sezione del blog; la mia vuole invece essere una denuncia per un fatto o meglio una particolare situazione che dimostra inequivocabilmente che Calciopoli non è affatto finita. Ritengo infatti che il grande male del calcio italiano non sia tanto la corruzione della classe arbitrale o le manovre di potere delle 3-4 grandi squadre dominanti, bensi’ una cultura di lobbies, connivenze, favori reciproci e corruzione radicata tra gli operatori del calcio, o meglio, tra le società ed i procuratori, che parte anche a livello di settore giovanile e si propaga come un tumore arrivando a creare situazioni di ” influenza rilevante” da parte di certi gruppi di procuratori su determinate società di calcio.

    Esiste una nota società di calcio italiana che è chiaramente alla merce’ di un altrettanto noto gruppo di procuratori da diversi anni. Tale ingerenza o meglio malessere ha creato le seguenti situazioni:

    - A livello di settore giovanile, tutti i giocatori che hanno ottenuto un contratto prof sono assistiti da questo gruppo di procuratori.

    - Tutti gli allenatori scelti sono persone vicine a loro e legate agli stessi da vincoli di amicizia.

    - Le cosiddette ” scelte tecniche” dietro cui ci si cela per giustificare strane situazioni di supervalutazione o di indulgenza verso determinati atleti, non sono altro che scelte pilotate scientificamente per favorire e tutelare gli interessi degli assistiti di questo gruppo.

    - Ragazzi meritevoli che hanno la ” colpa” di essere assistiti da altri procuratori non ” amici” di quella società, oltre a non avere la minima speranza di ottenere un contratto professionistico se non passando da quella parte, vengono sistematicamente boicottati e provocati dagli allenatori che con pretesti al limite della diffamazione li escludono e li danneggiano anche moralmente.

    -A livello di prima squadra, tutti i direttori sportivi che si avvicendano provengono da quello stesso filone, e sono riconducibili a quel preciso gruppo di procuratori.Inoltre, giocatori che ” osano” passare dal gruppo amico ad altri, vengono immediatamente posti nel cassetto e trattati a pesci in faccia con attenìggiamenti da vendetta.

    Per ovvie ragioni non posso fare i nomi, ma sono alla ricerca di prove concrete che smascherino questa situazione di illecita concorrenza. Tutti quanti dovremmo avere il coraggio di denunciare episodi di questo genere se abbiamo a cuori le sorti dello sport più bello del mondo e se vogliamo veramente contribuire a fare pulizia.

    Riflettete.