Vigilia di Napoli - Lazio: Mazzarri e Reja, sogni di gloria e rispetto reciproco

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Vigilia di Napoli - Lazio: Mazzarri e Reja, sogni di gloria e rispetto reciproco


Le cose in comune tra Napoli e Lazio quasi non si contano: tralasciando il colore delle casacche, queste due squadre ambiscono a fare le outsider e in gran segreto pronunciano nello spogliatoio la parola scudetto; non solo, domani per loro comincia un ciclo di ferro (leit-motiv, la Juve) e l’Europa dietro l’angolo impone un turn-over che tuttavia “non s’ha da fare“; ultimo ma non ultimo Edy Reja, volto del rilancio del Napoli e ora definitivamente in auge con i biancocelesti capitolini. Partita, quella di domani sera a Fuorigrotta, dai mille temi e molto molto interessante, due delle formazioni che hanno mostrato ad oggi il miglior calcio nostrano, due allenatori sanguigni ma non eccessivi, insomma, uno spettacolo annunciato e un enigma per gli scommettitori. Alla vigilia entrambi i condottieri suonano la carica, pur mostrando rispetto per l’avversario; partiamo dai padroni di casa e dalle parole di Walter Mazzarri:

“Andiamo ad affrontare la prima in classifica, una partita per noi difficilissima, pensiamo solo alla Lazio e basta. È un’avversaria dura e insidiosa, hanno vinto le ultime quattro partite in trasferta. Noi vogliamo fare risultato ma ricordiamo anche che quello che accade in questo momento del campionato è ancora relativo, non è decisivo per la stagione. Le assenze di Dias e Klose? I biancocelesti hanno una rosa forte e hanno molti giocatori capaci di metterci in difficoltà, penso ad esempio a un attaccante italiano e per questo poco reclamizzato come Sculli. E anche noi abbbiamo qualche assenza…”

Mazzarri analizza la condizione dei suoi, dall’inserimento dei nuovi in un periodo della stagione delicato alla situazione inerenti i big:

“Pandev? Deve solo stare bene e recuperare la condizione, per noi è un giocatore importante e lo dice anche la sua carriera. Gargano ha recuperato, sta benissimo, in quel ruolo lì ho tre giocatori di ruolo e devo stare attento a girarli bene per non rischiare di perderne di nuovo uno. Ho quattro partite da affrontare e devo arrivare alla sfida con la Juve. I giovani? Far crescere Fideleff, Fernandez in una squadra dove le aspettative sono diverse significherebbe vederli maturare più in fretta, ma qui si chiedono risultati ogni partita e quindi devo stare attento a centellinare ogni loro inserimento. Sono molto contento della condizione di Hamsik, nonostante le tante partite e le poche vacanze è in crescita di condizione. Cavani? E’ arrivato, ha fatto un po’ di defaticante e palestra. Praticamente non l’ho visto perché in queste condizioni può solo fare lavoro di recupero, io Cavani vedrò come sta quando sarà in campo. Le qualità, i dettagli li vedi solo se lo alleni un giocatore, se puoi valutarlo in quelle condizioni. Con queste situazioni invece sono costretto ad andare a braccio. Edinson è un giocatore che comunque per caratteristiche fisiche la corsa l’avrà sempre, al limite può perdere lucidità se non è al top”.


Poi c’è Edy Reja, che in trasferta ha fatto fin qui faville coi suoi ragazzi: la Lazio è formazione solida, ma forse troppo legata a 12-13 giocatori (leggasi anche panchina corta). Per questo non possono che suscitare timori le assenze pesantissime di Klose e Dias (oltre ai soliti Biava e Mauri):

“Conoscendo il valore del Napoli quando gioca in casa, serve comunque un’impresa. Tutte le volte, però, che abbiamo impiegato i cosiddetti non titolari abbiamo fatto bene. Non mi lamento, abbiamo una rosa all’altezza: Klose è insostituibile ma ho un gruppo affidabile e domani ci giocheremo la partita. Se vincessimo domani? Abbiamo un ottimo rendimento e vorremmo continuare così. Anche l’anno scorso avemmo problemi di formazione ma affrontammo i partenopei a viso aperto, meritando altra sorte. In ogni modo il Napoli ha un vantaggio perché non gioca da tre settimane, ha recuperato energie e anche i nazionali come Cavani, Lavezzi e Maggio sono in forma. È però una partita alla nostra portata, c’è rispetto per l’avversario ma non timore”.

Con la consapevolezza che servirà un Cissé spietato e generoso per non far rimpiangere il suo “gemello” Klose, tanto più contro una squadra coriacea e che corre a mille:

“Cissè? Una punta soffre quando non segna ma deve giocare per le potenzialità che ha. L’importante è che si esprima come nelle ultime gare fuori casa senza cercare a tutti i costi il gol, che così non viene mai. È condizionato da questo, forse è meno tranquillo rispetto all’inizio ma quel che conta è che faccia la partita giusta. Tornando al Napoli, la squadra di Mazzarri e la Juventus sono le squadre che giocano con più intensità ed aggressività, spendendo molto nei novanta minuti. La corsa finisce a maggio ma il Napoli per come ha lavorato, per rosa e spesa, ha messo vicino qualità e gioventù. Non so per quanto possano tenere ritmi così alti…”.

E allora buona partita a tutti, domani alle ore 20 e 45 al San Paolo si riaccenderanno i riflettori spenti due settimane fa.