Vidal, altro guaio: il padre in manette, anche se...


Non c'è pace per Arturo Vidal, il guerriero del centrocampo della Juve che solo pochi giorni fa si trovò al centro delle polemiche in patria, il Cile, per aver tirato tardi prima di una partita con la Nazionale insieme ai suoi compagni, scatenando l'ira del ct Claudio Borghi che lo rispedì a Torino senza troppi complimenti: il padre Erasmo (tra l'altro il secondo nome del giocatore) insieme alla sorella, nonché zia del mediano, Susana sono stati colti in fragranza di reato con indosso ben 150 cartine (o bustine, o dosi, che dir si voglia) di cocaina in Cile. Una notizia che ha fatto il giro delle agenzie mondiali e che avrebbe dovuto intaccare la quiete del calciatore ma che in realtà, approfondendo la storia, non sarà granché importante nell'economia della serenità dell'ex Bayer Leverkusen.

Erasmo Vidal, infatti, ha solo dato il cognome ad Arturo che di fatto fu abbandonato insieme alla madre all'età di cinque anni; l'attuale perno della mediana bianconera soffrì molto per questa brusca separazione ma Erasmo, noncurante, trovò una nuova compagna con cui ebbe un altro figlio, per altro non riconosciuto dell'impunito Vidal senior. Fu così che Arturo e l'amata madre accolsero in casa questo pargolo, contribuendo ad alimentare il distacco tra padre e figlio. Qualche anno fa, poi, Erasmo Vidal cercò di togliersi la vita a causa di un'inezia: di professione facchino, fu preso in giro dai colleghi perché per la festa del papà non aveva ricevuto gli auguri del figlio calciatore. Ora questa notizia, più cronaca che altro: il numero 22 bianconero di sicuro se la farà scivolare addosso.

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