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Se 90° Minuto va in pensione: considerazioni sul calcio che fu

Pubblicato: 02 dic 2011 da vieni_127

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C’era un volta la domenica del pallone, quella fatta di orari e rituali, di appuntamenti fissi e di leggende che facevano tanto costume italiano: i nostalgici ricordano bene quei pomeriggi attaccati alla radiolina a pendere dalle voci dei cronisti di Tutto il Calcio minuto per minuto, poi alle 18 e 10 era la volta di dare un volto ai gol raccontati alla radio sintonizzandosi su Rai Uno per Novantesimo Minuto; poi Domenica Sprint, con annesso secondo tempo di una delle partite clou della giornata, quindi si chiudeva con l’approfondimento della seconda serata, la Domenica Sportiva vero cult della cultura calcistica italiana. Cosa è rimasto di questa routine tanto cara ai calciofili del Belpaese? Le tv, o meglio le pay-tv, hanno modificato la geografia televisiva del pallone nostrano, con approfondimenti in tempo reale, immagini fino all’indigestione, interviste prima, durante e dopo, gol propinati in successione e in tempo reale, fin quasi alla noia.

Come ha retto l’urto la tv di stato a questi cambiamenti strutturali dei palinsesti televisivi? Male e già dal 2005 al 2008 i gol delle 18 se li aggiudicò Mediaset che con Bonolis e Piccinini alla fine constatò di non aver fatto un affare; il problema era, ed è, sempre quello: Sky e Mediaset Premium (in passato c’erano anche Stream, Gioco Calcio e Dalhia Tv) sono cannibali, dettano le regole, offrono tutto e subito, e le idee in seno alla tv in chiaro non sono mai state tante. Oggi Novantesimo Minuto è un uomo di Neanderthal che vive dei fasti del passato ma che attacca allo schermo pochissime persone: trasferitosi su Rai Due il buon Franco Lauro non può nulla rispetto ai cali d’ascolto, in seno a Viale Mazzini l’idea di tagliare la trasmissione non appare un’eresia se parliamo di auditel e di ritorno di immagini a livello di introiti pubblicitari. E dopo 41 anni l’idea, che sembra blasfema ma che ha un fondo di razionalità, di mandarla in soffitta solletica il cinismo dei vertici Rai.

“90° minuto è parte della storia italiana: è l’appuntamento fisso della domenica pomeriggio per milioni di sportivi. La trasmissione metteva d’accordo proprio tutti, anche le stesse donne, che in altre occasioni avrebbero protestato perché il marito vedeva troppe partite di calcio. È vero che quel tempo appare lontano, quando in casa c’era una sola televisione e per di più era in bianco e nero. Perché non conservare almeno quel momento di genuinità della domenica? 90° minuto infatti non è da considerare solo una trasmissione calcistica, che parla di giocatori e gol. 90° minuto significa qualcosa di più. Quando infatti ci furono i primi episodi di violenza nello sport, sebbene ancora sporadici, Paolo Valenti e la sua trasmissione cominciarono a propagandare la non violenza e il fair play, tanto da divenirne il simbolo. Ed ecco perché ritengo che tutelare l’inno alla non violenza implichi la conservazione di 90° minuto. Possibile che il denaro vinca su qualsiasi cosa?”.

Se lo chiede Bruna Liguori Valenti, vedova del mitico Paolo Valenti, uno dei volti più noti di Novantesimo Minuto: ha scritto al Corriere della Sera, un’accorata riflessione che cerca di non sacrificare a cuor leggero un’istituzione, e non solo del calcio italiano, ma del costume tutto del nostro Paese. D’altra parte la Rai si barcamena per far quadrare i conti e il calcio, fagocitato ormai esclusivamente dalle televisioni a pagamento: dal prossimo anno la Champions League, massima competizione europea per club di cui mamma Rai trasmetteva una partita a settimana, si trasferirà su Mediaset. Per buona pace di Tonino Carino da Ascoli, Gianni Vasino da Milano, Luigi Necco da Napoli, Cesare Castellotti da Torino e Franco Strippoli da Bari.

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Onix

    02 dic 2011 - 22:19 - #1
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    90° minuto? Quello che per anni ha mostrato al pubblico, commentandolo, un calcio taroccato senza fare una piega? I giornalisti sono stati i principali colpevoli della rovina del calcio italiano. Per fortuna c’è internet.

  • Profilo di australaction

    australaction

    03 dic 2011 - 00:51 - #2
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    mmm… beh, certo è interessante perché la storia e la cultura e le emozioni passavano anche attraverso momenti come quelli che trasmetteva 90 minuto la domenica pomeriggio! Ma oramai il businness ha preso il sopravvento su questo sport, con le conseguenze del caso (milan genoa si è giocata oggi che è venerdì) ma tutto ciò era inevitabile che prima o poi accadesse per il semplice fatto che il calcio è uno sport molto attrattivo per gli italiani. Un qualcosa di attrattivo, si sa, è fonte di guadagno per gli imprenditori che intendono investire! Inoltre la tecnologia avanza, sta avanzando e avanzerà ulteriormente quindi è logico che lo spettacolo deve andare avanti e non tornare indietro…!

  • Profilo di eddypro

    eddypro

    03 dic 2011 - 02:06 - #3
    1 punto
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    Nostalgia dei tempi che furono…molti 15enni che scrivono in sto blog ovviamente non possono capire…

  • Profilo di D3S1GN-2080

    D3S1GN-2080

    03 dic 2011 - 08:45 - #4
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    Come servizio pubblico dovrebbe rimanere, ma ormai la Rai è una tv commerciale, e se non fai numeri sei destinato a morire.. Qualunque sia la tua storia!

  • Profilo di tottoi-vs-tottoi

    tottoi-vs-tottoi

    03 dic 2011 - 20:46 - #5
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    90° minuto, i cronisti erano migliori di questi pseudo-cose che sentiamo oggi!!!!!!!