Il Wall Street Journal si accorge di Di Natale: un fuoriclasse al pari di Ronaldo e Messi

antonio di natale

Antonio Di Natale attraversa l'oceano e sbarca in America, il piccolo grande attaccante napoletano è il protagonista di un articolo interamente dedicato lui addirittura dall'autorevolissimo Wall Street Journal. Il pezzo, intitolato "A Striker From the Shadows", porta la firma di Jonathan Clegg ed esalta il bomber italiano mettendolo a confronto con le due stelle assolute del calcio internazionale: Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. Soltanto il portoghese e l'argentino in questi ultimi anni hanno fatto meglio della punta dell'Udinese, capace di laurearsi capocannoniere della Serie A nelle ultime due stagioni e seriamente candidato per una storica tripletta.

Dietro Ronaldo e Messi, rispettivamente 86 e 82 gol dall'inizio della stagione 2009/2010 ad oggi, c'è il nostro Totò che fino ad ora è stato capace di metterla dentro ben 67 volte. Dietro di lui il vuoto se è vero che al quarto posto troviamo Mario Gomez fermo a quota 54, seguito da Wayne Rooney quattro lunghezze più indietro. Il Wall Street Journal si chiede come mai le prime pagine sono sempre dedicate a campioni come Villa, Aguero o appunto Rooney e nessuno si ricorda mai di citare il 34enne Di Natale che da anni continua a stupire migliorando con l'età, "imparando ancora oggi a fare il centravanti" come lui stesso ama sottolineare.

Un risposta prova a darla il suo allenatore, Francesco Guidolin, che spende parole cariche di stima per il suo numero dieci arrivando a dire che Di Natale viene "da un'altra dimensione". Secondo il suo compagno di squadra, il terzino Pasquale, dietro il formidabile rendimento di Totò nelle ultime stagioni c'è il suo spostamento al centro dell'attacco, posizione che gli permette di lavorare meno e di essere implacabile di fronte ai portieri. Clegg sottolinea come in effetti la partenza da Udine di Quagliarella e il conseguente cambio di ruolo di Di Natale abbia sicuramente migliorato le sue prestazioni, resta comunque da capire come un attaccante di 170 cm per 70kg riesca a reggere con tale profitto il suolo di punta centrale.

Il giornalista del Wall Street Journal si chiede come mai la fama di Di Natale non sia all'altezza nei suoi numeri al di fuori della penisola. Mentre gente come Ibrahimovic o Cavani sono molto conosciuti in Europa, l'attaccante dell'Udinese per molti può essere un illustre sconosciuto. La causa è da ricercare probabilmente nel fatto che in tutta la sua carriera abbia sempre militato in club di seconda fascia, dopo gli otto anni a Empoli si è trasferito a Udine nel 2004 per restarci forse fino a fine carriera, rifiutando offerte allettanti come quella della Juventus la scorsa estate. A rendere ancora più sconosciuto il suo nome contribuisce anche la sua lontananza dalla maglia azzurra da quando sulla panchina dell'Italia siede Cesare Prandelli.

Il fatto che Di Natale non si una stella celebrata in tutta Europa di sicuro non dispiace ai tifosi dell'Udinese che così possono coccolarselo e godere dei suoi gol senza paura di perderlo, paura che comunque sarebbe immotivata dal momento che Totò ha dimostrato più volte di essere profondamente legato al bianconero della maglia friulana. Il pezzo del Wall Street Journal si conclude con la profezia, che è anche un augurio, di Guidolin che dice: "In termini calcistici, ai miei occhi è ancora un ragazzino: può essere un grande calciatore fino a 40 anni". E se continua a migliorare chissà dove arriverà con la sua Udinese.

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