
Natale. Giocatori e allenatori mangeranno lasagne e panettoni (ma non in Inghilterra!) mentre faranno, chissà, un breve resoconto di quanto fatto in quest’anno solare che sta per andare in soffitta. Noi vogliamo fare lo stesso provando a tracciare un bilancio del 2011, mettendo sotto la lente d’ingrandimento il meglio del calcio internazionale con un occhio di riguardo a quanto accaduto nei nostri confini nazionali. Buona lettura e… buon anno nuovo!
La squadra di club: Sarebbe troppo facile incensare la terribile banda di Pep Guardiola, il Barcellona vincente ovunque e comunque, scegliamo dunque di premiare due squadre che di certo non si fermeranno qui e cercheranno di continuare sulla loro scia magica anche l’anno prossimo. Stiamo parlando dell’Udinese di Guidolin e Di Natale (75 punti nell’anno solare, lo scorso campionato quarto posto in scioltezza e Champions, in questo terza piazza temporanea e sedicesimi di Europa League), un undici terribile che fa delle scorribande perenni un marchio di fabbrica di difficile neutralizzazione il tutto condito da un difesa di ferro (con Handanovic portiere tra i più forti del pianeta), e del Manchester City di Mancini e Balotelli, nella scorsa Premier terzo posto meritato, quest’anno a parte lo scivolone in Champions (ma che bravo il Napoli!) stanno dominando in campionato grazie all’attacco più esplosivo del mondo (Dzeko, Aguero, Balotelli, Nasri e David Silva) e a un impianto di gioco a tratti spettacolare.
Il calciatore: Dispiace essere ripetitivi, d’altra parte questo pseudo cruccio lo hanno anche in seno al France Football e alla Fifa, ma come si fa a non premiare per l’ennesima volta Lionel Messi quale calciatore dell’anno? I soliti detrattori potranno esibire la solita tesi dell’albiceleste flop in Copa America, ma escludendo la parentesi estiva proprio in Argentina, la Pulce ormai catalana d’adozione ha fatto magie ancor più mirabolanti degli anni precedenti: ha segnato in tutte le competizioni in cui ha giocato (gli mancava il gol in Supercoppa di Spagna e l’ha fatto, claro que contro il Real Madrid, ma non dimentichiamo anche la rete in finale di Champions e Mondiale per Club), ha arricchito la sua bacheca personale con prestazioni da assoluto protagonista e ha fatto versare bile verde a Mourinho, che inerme ha dovuto assistere ai super gol dell’avversario blaugrana, con la perla del Bernabeu nelle semifinali di Champions del 27 aprile scorso (doppietta super). Un fuoriclasse già epico.
La filosofia di gioco: Possono bastare quattro mesi di campionato per cancellare due anni di calcio opaco, di figuracce su decine di campi italiani (e non solo), il tutto culminato in due deludentissimi settimi posti consecutivi? Se teoricamente la risposta più scontata sarebbe negativa, in realtà è proprio perché le premesse erano così scure che il salto di qualità della Juve fa notizia e merita un piccolo riconoscimento, seppur simbolico; perché la squadra messa su da Antonio Conte, un undici con molta Italia e, udite udite, sette undicesimi dell’anno passato, ancora non ha perso, corre e fa pressing come dalle parti di Torino non si vedeva dagli anni ‘90, eppure non disdegna la manovra e il possesso di palla. Il merito? Certo, del succitato Conte, ma anche di Buffon, tornato agli standard storici, di Barzagli, puntuale e mai ammonito, di Pirlo, metronomo imprescindibile, di Marchisio, ormai campioncino completo, e di Pepe, due polmoni di acciaio e tecnica che non ricordavamo possedesse.

La partita: Dopo anni di vessazioni, di sfottò e di bocconi amari deglutiti con tanto spirito di rassegnazione, il lato proletario di Manchester, quel City sopraffatto dagli odiati cugini borghesi dello United, a fine ottobre ha vissuto la sua giornata di gloria, a ripagare anni e anni di delusioni stracittadine. Così il risultato tennistico maturato all’Old Trafford, incredibile ma vero Citizens battono Red Devils 6-1 il tutto sotto gli occhi dei tifosi avversari, rimarrà una pagina storica di questo 2011. Strada spianata dalla doppietta di Balotelli (”Why always me?” sulla sua maglietta dopo la prima magia), poi Aguero, Dzeko due volte quindi David Silva, con in mezzo incastonata una perla bella e inutile di Fletcher dello United. E il risultato ha fatto ancora più clamore perché oltre ad essere un derby, per di più uno dei più sentiti d’Europa, era anche la sfida tra le due capofila, o meglio tra il City capolista e lo United a inseguire. Apoteosi per Mancini.
Dr.Jekyll e Mr.Hide: Questo speciale riconoscimento va a chi al giro di boa estivo ha cambiato radicalmente in termini di prestazioni risultando un top player dopo mesi da flop o, al contrario, mostrandosi appannato dopo aver chiuso la stagione precedente da assoluto protagonista; dunque faremo due nomi di calciatori e due di squadre di club. Tra le sorprese in positivo della prima metà di questa stagione non si può che annoverare German Denis, da panchinaro ad Udine a capocannoniere in Serie A con l’Atalanta; per quanto riguarda le squadre un applauso al Borussia Moenchengladbach, a maggio faceva i play-out per non scendere in seconda serie tedesca, oggi sgomita ai piani alti della Bundesliga insidiando il Bayern Monaco per il titolo. Involuzione invece per Radamel Falcao, da capocannoniere dell’Europa League col Porto alle prestazioni non all’altezza con l’Atletico Madrid, ma clamoroso cambio di rotta anche per il Villarreal orfano di Peppino Rossi: quarto l’anno passato in Liga, oggi combatte per non retrocedere.
L’immagine: Ne scegliamo due, entrambe da copertina di questo 2011 che sta per andare in archivio. Potrete vedere le due foto in cima a questo post e a metà di esso: la prima è la foto del trionfo del Barcellona in Champions con la Coppa dalle grandi orecchie sollevata al cielo da Eric Abidal, tre mesi prima a combattere con un tumore al fegato e dopo meno di 100 giorni a esultare da protagonista per l’ennesima vittoria blaugrana; la seconda è lo splendido gesto atletico di Wayne Rooney in un altro derby mancuniano, ma della stagione scorsa, una rovesciata pazzesca sulla sirena a regalare i tre punti ai Red Devils fondamentali poi per la vittoria della Premier.
Ma non dimentichiamo anche l’Uruguay di Forlan in Copa America e il Giappone di Zaccheroni in Coppa d’Asia, il Napoli magico nelle notti di Champions, il Porto campione in Europa League, il trionfo di Trapattoni con l’Irlanda e quello di Beckham negli Stati Uniti, la triste pagina del calcioscommesse in Italia e l’infinita lista di marachelle di Balotelli in Inghilterra, fino ad arrivare alle difficoltà dell’Inter e a quelle del Chelsea. Tanto, tanto ci sarebbe ancora da raccontare di un 2011 ricco di emozioni e avvenimenti.
u sensualo
26 dic 2011 - 00:07 - #1Vieni_127 prova a dare un’occhiata al sito.
Complimenti
vieni_127
26 dic 2011 - 14:37 - #2Grazie a te, sei sempre molto gentile! Ps. Complimenti anche a te per Soccer Secrets.