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Il Milan ferma il Toro

Pubblicato: 11 dic 2006 da Mdf

Commenti dei lettori

Christian Abbiati E’ andato più vicino il Milan ad essere incornato che il Toro ad essere “matato”.
Il torero infatti, è sceso nell’arena senza spade e quando gliene è stata regalata una, leggi rigore di Gilardino al minuto 78, ha pensato bene di affilarla sul palo invece che infilzarvi la bestia.
Il Toro invece, paziente come non mai, ha rinunciato per tutta la prima parte di gara al suo temperamento focoso, irruente, facendo girare a vuoto il torero fino a fiaccarlo.
La logica avrebbe voluto che fosse tutto esattamente al contrario.
Ma in questo campionato anomalo, il Milan proprio non riesce a rispecchiarsi.


I granata raggiungono l’obiettivo che si erano prefissati, tappare tutte le bocche di fuoco avversarie, cercando di limitare i danni e poi, se possibile, pungere in contropiede.
Non è la tipica organizzazione di gioco di Zaccheroni, ma c’è l’aria dell’impresa per un Torino reduce da tre vittorie consecutive.
Anomalo anche il 4-3-3 varato da Ancelotti, voluto non tanto per avere più soluzioni offensive, quanto per ovviare a una miriade di assenze pesanti che hanno costretto il tecnico di Reggiolo a convocare anche cinque primavera.
Il piano torinese è perfetto: il Milan nel primo tempo esercita una supremazia territoriale netta quanto sterile che porta a qualche conclusione da fuori e a una bella girata di Borriello.
Zac capisce che si può anche vincere, perchè questo Milan è davvero poca cosa e il Toro rientra in campo nella ripresa con tutt’altro piglio mettendo a ferro e fuoco la vetusta difesa rossonera, in particolare con Rosina, giovane talentuosissimo che, in un’occasione viene fermato alla disperata da un grandissimo Paolo Maldini.
Già detto del rigore, quantomeno dubbio, che Gilardino ha utilizzato per gonfiare le statistiche sui legni del Milan, che ora sono 15, per il resto solo Torino che, proprio al 90esimo colpisce traversa e palo nel giro di cinque secondi con Muzzi, gelando S. Siro.
Unica traccia del Milan nella ripresa, rigore a parte, un colpo di testa di R. Oliveira, ben parato dal fischiatissimo ex Abbiati.
La delusione per i sostenitori del Diavolo è tanta, ma la sensazione è che poteva andare anche peggio.
E sabato c’è la Fiorentina. La zona retrocessione è dietro l’angolo.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di antonio cure rossonero

    antonio cure rossonero

    11 dic 2006 - 14:47 - #1
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    secondo me è una follia parlare di retrocessione…e poi caro mdf sei sicuro di aver visto la partita giusta???…non mi sembra che il torino abbia fatto molto più del milan…

  • Profilo di Maya

    Maya

    11 dic 2006 - 18:23 - #2
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    ah che Milan. che disastro..ormai nn si hanno più parole per questo Milan…

    ..fate schifo!

  • Profilo di antonio cuore rossonero

    antonio cuore rossonero

    11 dic 2006 - 23:58 - #3
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    bè hai ragione…in confronto a qualche anno fa giochiamo peggio però se tu dici k facciamo schifo ora vuol dire k prima eravamo proprio di un altro pianeta…

  • Gila: sììì! » Calcioblog

    17 dic 2006 - 23:00 - #4
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    […] “Sììì!” è stato il grido liberatorio, scagliato in faccia alle telecamere, di Alberto Gilardino al 90esimo minuto dell’anticipo pomeridiano tra le due grandi deluse, Fiorentina-Milan. Nel giorno in cui compie 107 anni (e qualcuno dirà “li dimostra tutti”), il Milan esce tutto sommato bene da una partita estremamente difficile su un campo estremamente ostico. I viola stanno vivendo un buon momento e senza penalizzazione sarebbero quarti in classifica in piena !zona Champions”. Del Milan si è già detto tutto. In via Turati si continua a parlare di obiettivo quarto posto, ma non si sa bene quanto ci credano. C’è aria di sorpasso al Franchi, stadio dal quale i rossoneri rischiano di uscire con le ossa rotte e con una classifica da brividi. E allora Ancelotti decide che è ora di cambiare. Una sola punta: Gilardino, come piace a lui. In appoggio Kakà, a cui invece quel ruolo non va proprio giù. La sensazione che si stia cercando, in casa rossonera, di dare una svolta alla stagione. In un modo o nell’altro. E quando dopo quattro minuti, Gilardino anticipa tutti e con un tocco morbido supera Frey in uscita, portando gli ospiti in vantaggio, qualcuno comincia a pensare al sorteggio europeo del giorno prima. Sì perchè se tutti erano concordi sul fatto che il Celtic fosse l’avversaria più abbordabile, se tutti erano concordi sul fatto che il Milan era stato fortunato nel sorteggio, tutti avranno pensato anche che, se ora, contro ogni pronostico, la formazione meneghina si trovava già in vantaggio, dopo una manciata di secondi a Firenze, evidentemente la dea bendata, doveva aver ricominciato a sorridere ai rossoneri. Ma come ogni sogno che si rispetti, arriva la sveglia sotto forma di Adrian Mutu, che dopo un quarto d’ora di gioco, trasforma un calcio di rigore assegnato per fallo di mano di Kaladze. A causa del 4-4-2, il Milan è costretto a fare la fascia con gli esterni difensivi. Risultato: primo cross al minuto 57 con Jankulovski pesca Gilardino, la cui acrobazia non trova la porta. Nel lungo letargo del secondo tempo, l’unico a restare sveglio è ancora un a volta Mutu, che al 62′ scomoda tutti i 2 metri di Kalac con un gran destro verso il secondo palo. Ma Prandelli non è soddisfatto e torna al 4-3-3: fuori l’impalpabile Montolivo, forse intimidito proprio dal corteggiamento del Milan che lo vorrebbe come vice-Pirlo, dentro Jorgensen. Cambio decisivo. Primi effetti al 70′: Mutu anticipa di testa Simic e svela, ancora una volta, le insicurezze del portiere austrliano. Non ne approfitta, però, il neo entrato danese. Che si fa perdonare poco dopo, quando, dopo una fuga a sinistra, serve in area un grandissimo Mutu, perso di vista da Jankulovski. Non c’è scampo per Kalac. Goal numero 9 per il romeno. 2-1 e viola davanti al Milan in classifica nonostante la penalizzazione doppia. Ancelotti fa entrare Inzaghi. Il Milan, finalmente, preme, e proprio al novantesimo, scaccia l’incubo. Calcio d’angolo del neoentrato Gourcouff, Jankulovski spizza, Gilardino, di testa, festeggia la sua 200esima partita in serie A con la prima doppietta negli ultimi 12 mesi. Franchi ammutolito. Sorpasso evitato. La zona Champions resta un miraggio per entrambe le formazione ma il Milan (forse) ha ritrovato Alberto Gilardino. Lo stesso Gila che domenica scorsa aveva preteso di calciare un rigore per poi mandare il pallone a stamparsi sul palo. Roba da abbattere un elefante. Ma non il bomber di Biella. Sììì! Gila, sììì! postato da Mdf il domenica 17 dicembre 2006 in: […]