Parafrasando i celebri monologhi di Adriano Celentano e tenendo in considerazione la circostanza che la definizione “rock” per il molleggiato non va utilizzata solo in senso positivo, possiamo dire che, calcisticamente parlando, il 2006 è stato un anno rock.
Un anno rock perché in ogni caso non ci ha lasciato indifferenti.
In 12 mesi più volte noi italiani siamo passati dalla polvere all’altare, ma alla fine, evidentemente si è capito che il nostro posto era l’altare.
Mai così in basso e mai così in alto.
“Calciopoli” per qualche mese ha puntato sul nostro calcio i riflettori di tutta Europa.
In alcuni momenti quello che avevamo puntato addosso più che un riflettore assomigliava alla lampada dei commissariati di polizia, quella che nei vecchi film veniva utilizzata per gli interrogatori.
E noi proprio quando tutti ci davano per spacciati abbiamo tirato fuori quell’orgoglio che solo sotto pressione riusciamo a tirar fuori.
In questi casi storicamente riusciamo a stupire.
Se il 2006 è stato o meno l’anno 0, lo sapremo solo negli anni a venire.
Quella notte del 9 luglio, però, probabilmente non ce la toglierà nessuno, come mai dimenticheremo la sensazione di quando abbiamo visto la Juventus a Rimini per la prima di B.
Noi comunque non siamo stati gli unici ad andare a corrente alternata.
Anche il brasiliano
Ronaldinho ha avuto un anno difficile fatto di prodezze sensazionali, giocate magiche, vittorie esaltanti per poi arrivare ad un campionato del mondo fallimentare.
Il brasiliano ha però finito in crescendo con il
Fifa World Player, anche se l’Intercontinentale è andata come è andata.
Di sicuro questo anno non lo dimenticheremo facilmente e penso che il ricordo delle
notti di Dortmund e Berlinoresterà scalfito nella nostra mente più dell’inchiesta di Napoli,
Jb
18 dic 2006 - 13:31 - #1il Fifa World Player, sara Cann’ a vincerlo, non Ronaldinho !
cicca
18 dic 2006 - 13:47 - #2ieri prima della finale si parlava di Ronaldinho poi le voci sono cambiate.
forza fabio.