Dal momento che non c’è mai limite al peggio, non poteva mancare in questa stagione a dir poco travagliata in casa Milan, anche il caso di doping.
Giusto per non farsi mancare niente.
E’ notizia di questa mattina che l’attaccante rossonero Marco Borriello, è risultato positivo ad un controllo antidoping dopo la gara contro la Roma dello scorso 11 novembre.
Il Laboratorio di Roma ha rilevato, nel primo campione del 24enne rossonero sottoposto ad analisi, la presenza di prednisone e prednisolone, due corticosteroidi.
Intendiamoci, aspettiamo conferme per emettere giudizi e per leggere eventuali sentenze. Come da comunicato, si tratta del primo campione.
superseba
22 dic 2006 - 18:32 - #51da milanista da un lato chiedo una punizione una volta accertate le colpe,anche se tra i campioni d’italia vi è gente col passaporto falso mai punita,ma non credo che emergerà qualcosa di incolpante,perchè è quanto di più lontano ci può essere dalla filosofia del milan.ormai non ho più fiducia della giustizia sportiva,dopo la farsa del processo doping ai gobbi e la punizione ridicola affibbiata alla juve non riesco più a sperare nella giustizia, riesco solo a sperare che chi giudica non sia mosso da altri fini
matteo
22 dic 2006 - 18:49 - #52x superseba se t riferivi a Recoba ti ricordo che ha pagato con mesi di squalifica. Fosse una pena leggera o pesante non sta nè a me nè a te decidere visto che non facciamo i giudici. Dida non c’era anche lui nel caso di passaportopoli???eppure si parla sempre e solo di Recoba???come mai???complotto???
pc
22 dic 2006 - 18:51 - #53Il processo se vuoi farsa per i passaporti falsi è stato effettuato a suo tempo e quindi per forza di cose non emergerà nulla.
La giustizia sportiva è inesistente, ma non è complottista. Nel senso che per esser condannati occorre sforzarsi, d’altra parte se ci pensi il milan fra tutte è stato il più “protetto” e non arrabbiarti per questa mia affermazione, ma è l’unica squadra a cui è stata permessa la partecipazione alle coppe e non è poco. Dal punto di vista economico è stata conseguentemente la meno punita. Non credere che Fiorentina & C ci tenessero poco alla Champions.
Per la Juve esisteva un problema “esistenziale” se la lasciavi in A era uno scandalo, se la mandavi in C la rovinavi e quindi si è scelto il compromesso. Per me spettatore neutrale la Juve è la squadra che ho apprezzato di più. Ha ammesso le sue colpe anche se attraverso il proprio avvocato ed ha mostrato una volontà di cambiare immagine e pagina.
mario
22 dic 2006 - 19:44 - #54filosofia milanista?
quella di marsiglia 1993?
fulvio
22 dic 2006 - 20:14 - #55Visti tutti i malumori,i sospetti dei complotti,cupole varie,i tanti squalificati innocenti(ricordiamoci che le carceri sono piene di innocenti)non era il caso,in nome dell’onestà fermare i campionati e dare una bella spazzata a tutta la spazzatura in giro per il mondo del calcio? Ci sono troppi interessi,ma vale la pena continuare con questo sistema assurdo,dove noi poveri cretini ci scanniamo per uno scudetto levato o dato,quando il mondo del calcio si rigenera sempre con la stessa gentaglia.
lino
22 dic 2006 - 20:21 - #56il problema del calcio italiano, secondo me non deriva dalla politica. i politici, certo, si mettono in bella mostra quando si vince. ma niente di più. chi ha messo borrelli, più che altro voleva fare una cosa ad effetto. borrelli, infatti, non capisce niente di calcio, e secondo me, neanche di leggi.
prendiamo ad esempio la germania, dove il campionato fa pena, le squadre sono ridicole i giocatori fanno ridere. eppure gli stadi sono strapieni. i contratti televisivi sono buoni e la nazionale bene o male se la cava in ogni competizione. come fanno?
tutto questo per concludere che il calcio italiano è una macchina da soldi per i presidenti. e solo per loro. e la vittoria del campionato interessa relativamente. interessa andare in champions per avere i diritti della coppa. o in uefa. per poi sperare nella eliminazione della propria squadra. o scandalizzarsi se un proprio giocatore non viene convocato in nazionale, così aumenta il valore, e poi chiedere un’indenizzo per un’eventuale infortunio. è una pura questione di soldi. spesso rende di più perdere che vincere. altrimenti non si spiega come zamparini o spinelli appena vedono le loro squadre andare forte, le distruggono.
sacciai
23 dic 2006 - 11:30 - #57vorrei fare due appunti
uno sul caso boriello; il fatto che è stato trovato positivo non corrisponde per adesso ad una sanzione o una squalifica. Quindi aspettiamo gli esiti prima di essere sicuri che è un complotto e che rovinerà il calciomercato (apparte che non sarebbe poi la fine del mondo se non arrivasse iaquinta imho, e cmq il milan non rimarrebbe con 3 attaccanti quindi si muoverebbe cmq).
invece in riferimento a quanto detto da PC vorrei far notare che il milan di questa stagione non sta giocando male perchè è una squadra di vecchietti. Non è questo il problema, anzi guardate come ha giocato il vecchietto per eccellenza Maldini. Erano vecchi anche gli anni passati e hanno vinto.
Diciamo che non sapere con certezza il nostro futuro fino alla fine del calciomercato ci ha impedito di fare le “compere” importanti che la dirigenza aveva in mente (zambrotta e ibra su tutti). Poi i mondiali, la preparazione affrettata (l’avevano già detto in estate che avrebbe inciso) la botta psicologica, il fatto che l’inter si è rafforzata grazie a tutto questo. Insomma è un insieme di fattori facilmente spiegabili.
Con la pausa invernale, la nuova preparazione il recupero degli infortunati e uno o due acquisti mirati (non importa che età anno o quanto valgono, l’importante è che servano alla squadra) e un po meno sfortuna le cose potrebbero cambiare già in questo campionato.
lino
23 dic 2006 - 12:17 - #58lo penso anch’io. il milan arriverà terzo. la storia degli scorsi campionati ha dimostrato che è da gennaio che si definiscono i ruoli. è bastato che tornasse gattuso e che ancelotti rompesse gli indugi e facesse giocare gilardino come gli piace (forse approfittando della mancanza di berlusconi,che non transige sulle due punte), e già si è vista la differenza.
Raul Albiol
23 dic 2006 - 21:11 - #59“è vero è passata in Champions ma che fatica e con che girone.”
Con due giornate d’anticipo.
dddd
24 dic 2006 - 13:18 - #60mio nonno palleggiava a uffa con tre mele e una banana: dite che si dopasse ?
Quasi quasi lo faccio riesumare e lo analizziamo ?
juggler
27 dic 2006 - 11:10 - #61era cortisone per le allergie… comunque stupido chi gliel’ha dati senza autorizzazione
Gibo
11 gen 2007 - 16:15 - #62Chi è borriello? Dai già che ci sei vai in colombia a coltivare maria, poi torna in Italia che tanto ti puoi drogare fino a scoppiare e i nuovi ministri ti dicono che ne hai presa poca… milan vergogna, adesso sappiamo che cosa si fa al milan lab
Marco Borriello, finalmente!
08 ott 2007 - 18:23 - #63[…] Marco Borriello questo momento probabilmente lo aspettava da anni, da quando ragazzino vestiva la maglia del Milan e sognava di diventare un campione.(Clicca qui per la sua galleria) Le storie però non sempre vanno come ci si aspetta, la carriera di un calciatore può essere piena di ostacoli. E i sacrifici non sono stati certo pochi. La sua carriera da professionista inizia nel 2001 quando ancora diciannovenne fu mandato in provincia a farsi le ossa. La Triestina, che allora militava in C2, è stata la sua prima squadra, poche le presenze per lui, soltanto 9, arricchite però da un gol. L’anno dopo sale di categoria per vestire la maglia del Treviso in C1 e si fa notare subito come un attaccante molto promettente riuscendo a mettere a segno 10 reti in 27 partite. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ La dirigenza rossonera pensa che i tempi siano maturi per un primo esame con la maglia del Milan, così la stagione 2002-2003 inizia in rossonero per lui purtroppo però non ci sarà molto spazio, in campionato vedrà il campo solo tre volte, in coppa Italia però riuscirà a realizzare il primo goal da milanista pur disputando solo due partite. Ma a gennaio è di nuovo tempo di fare le valigie, destinazione Empoli, dove Marco quasi ventunenne riuscirà a collezionare 12 presenze e un gol. Dopo il campionato 2003-2004 vissuto tutto all’ombra della Madonnina e all’ombra dei campioni milanisti che non gli lasciano troppo spazio, Borriello capisce che deve fare qualcosa per dare una svolta alla sua carriera. La Reggina potrebbe essere la squadra della definitiva esplosione, ma nonostante sia impiegato con continuità non riesce ad andare oltre le due marcature. Finisce il campionato e Borriello e di nuovo in viaggio, per la prima volta si dirige verso Genova, sponda Samp ma la sua esperienza non sarà esaltante, dopo una decina di presenze e due reti a gennaio viene ceduto in prestito al Treviso. Il ritorno in Veneto gli porterà fortuna, non riuscirà ad evitare la retrocessione della sua squadra ma i 5 gol messi a segno gli valgono la fiducia del Milan che lo richiama alla casa madre. Pare che adesso per lui ci sia un po’ di spazio in più ma il momento più difficile di tutta la sua carriera è dietro l’angolo: il 21 dicembre 2006 risulta positivo al cortisone. Le controanalisi confermeranno la positività e nonostante la difesa della sua fidanzata Belen Rodriguez la squalifica arriva puntuale e implacabile. Tre mesi di stop e una carriera che potrebbe inabissarsi definitivamente. […]